Era Venerdì 16 Settembre 2022, quando si è scatenata un’alluvione devastante; un vero nubifragio, in grado di eludere i sistemi di allerta meteo, tarati solo per eventi più lievi.

Una perturbazione a dir poco anomala, che in sole 6 ore ha fatto cadere 400mm d’acqua, quantitativo che corrisponde ad un terzo del volume totale di pioggia che cade in un anno intero.

I media a grande diffusione continuano a menzionare stiracchiate e pretenziose teorie relative al cambiamento climatico indotto dall’uomo, ma in verità, sono emersi un numero ben maggiore di dati che farebbero supporre ben altro.

Iniziamo a collegare i punti, partendo dall’aereo della N.A.T.O. la cui rotta anomala, segnalata da FlightRadar 24, documenta la traiettoria come partita dalla Germania per giungere nelle Marche, dove l’aereo avrebbe compiuto diversi giri apparentemente a vuoto per ore, prima di rientrare alla base in Germania, senza giungere mai alla destinazione dichiarata, che doveva essere Konya, in Turchia. Le zone marchigiane dove il velivolo ha compiuto le ripetute circumnavigazioni, sono le stesse che pochi giorni dopo sono state colpite dal nubifragio.

Sappiamo che già dal 1946, l’esercito americano ha in dotazione tecnologie in grado di effettuare il cosiddetto “Cloud Seeding”, un processo che può alterare il clima, inducendo precipitazioni ed aggravandone l’intensità, attraverso una tecnica che, per mezzo di sostanze chimiche disperse tra le nuvole, ne incrementa il volume e la violenza delle precipitazioni.

Articolo del 1972, pubblicato dal New York Times, in merito al Cloud Seeding utilizzato come arma metereologica

Il chimico ritenuto il padre di questa tecnica si chiamava Vincent Schaefer e tale tecnologia è stara poi impiegata in campo militare, come arma metereologica. Già nel 1972, il New York Times scriveva di questa tecnica come un’arma utilizzata in guerra contro il Vietnam, ma anche per sedare scioperi e malcontenti. Fonti interne avrebbero riferito che l’esercito al tempo non sarebbe stato nemmeno in grado di quantificare o comprendere a fondo i potenziali danni ecologici che queste pratiche avrebbero potuto portare a lungo termine. Maggiormente evidenti sono state invece altre peculiarità trasversali scoperte come proprie del cloud-seeding, quali la capacità di confondere i radar nemici.

Gli aeroplani da utilizzare in queste operazioni, stando alle fonti non ufficiali dell’epoca, dovrebbero volare ad un altezza inferiore ai 7 kilometri e mantenersi ad una velocità moderata. Esattamente come si sarebbe comportato l’aereo N.A.T.O. avvistato e ripreso sulle Marche prima del diluvio anomalo.

A seguito delle ripetute richieste e domande poste pubblicamente da membri del Congresso americano negli anni ’70, sui programmi di modifica del clima nel sud-est asiatico, il Dipartimento della Difesa non ha mai fornito loro informazioni precise. Tuttavia, ufficiosamente, un funzionario governativo, riferendosi ad Henry Kissinger, ha dichiarato: «Questo genere di cose era una bomba, e Henry ha ristretto l’informazione a coloro che dovevano saperlo».

In un documento del 1976, pubblicato dal New Solidarity International Press Service, viene esplicitamente menzionata una serie di operazioni di cloud-seeding svolte in Europa, che hanno avuto come conseguenza anomale, violentissime e ripetute precipitazioni nel Capodanno del 1976.

Il motivo che sarebbe stato dietro queste operazioni, sarebbe stato di demoralizzare la classe proletaria e sedare i malcontenti dovuti ai programmi di austerità, già applicati in diverse regioni americane e verosimilmente importate qui in Europa dal solito establishment neoliberale. Tali iniziative militari contro la popolazione hanno profondamente scosso l’opinione pubblica, che ha fatto molta pressione sul Governo, ottenendo infine una convenzione che abolisse tali pratiche.

Ci si chiede tuttavia se tale protocollo sia ancora effettivamente in vigore o se sia rimasto in piedi solo in funzione di facciata posticcia, volta a celare una regolare e oramai radicata pratica, passata in clandestinità, ma sempre e comunque in uso; ipotesi questa, non necessariamente balzana, stando ai fatti osservati non solo ora nelle Marche, ma anche in passato e tenendo conto del recente comunicato del Defense Technical Information Center, in cui l’arma metereologica viene esplicitamente menzionata come una risorsa militare di altissimo valore, che subirà un’evoluzione significativa nel 2025, in tale misura, da garantire il controllo totale sul clima.


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