Intervistiamo il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini, storico e noto esponente della destra sociale italiana

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RJL: Intervistiamo il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini, 51 anni, storico e noto esponente della destra sociale, già promotore della rifondazione del MSE, nel 2000, con l’eurodeputato Roberto Bigliardo, Marco Valle, il sindaco Nicola Cucullo e Guido Mussolini. Oggi non ricopre, per propria autonoma e legittima scelta, alcun ruolo politico in gruppi e istituzioni, ma rimane ascoltato consigliere di molti politici, oltre che libero opinionista radio televisivo.

INT: Sei stato protagonista dell’inchiesta lobby nera, tutto fumo e niente arrosto, cosa ne pensi delle nuove inchieste su esponenti della destra di governo?

RJL: La nostra indagine è stata archiviata, non sono stati commessi reati: era tutta una maldestra e tragicomica fiction TV costruita per colpire la destra sociale e identitaria, Carlo Fidanza più che me. Le accuse rivolte alla madre e al compagno di Giorgia Meloni, a Guido Crosetto, ad Andrea Delmastro Delle Vedove e Giovanni Donzelli, a Daniela Santanche e al suo compagno, ed ora al terzo figlio di Ignazio La Russa, sono diverse ma hanno la medesima modalità: linciaggio politico mediatico di stampo giacobino, al fine di influenzare le scelte politiche. Per quanto mi riguarda: sono tutti innocenti fino a prova contraria, sancita da sentenza definitiva dell’ultimo grado di giudizio. Il resto è solo spazzatura.

INT: E del governo Meloni e della evoluzione di Fratelli d’Italia cosa ci dici?

RJL: Obbiettivamente, non vedo alcun risultato significativo, siamo ancora ai buoni propositi: non hanno abbassato le tasse, fermato gli sbarchi di clandestini, nemmeno migliorato le condizioni di famiglie, lavoratori e imprese. Il partito è certamente cresciuto nei consensi elettorali, diventando il centro del centrodestra, ma in un contesto reale dove va a votare la metà degli aventi diritto. Il problema che si vuole nascondere è sistemico di tutto l’occidente: gli stati nazionali hanno perso la loro sovranità, cedendola ad organismi internazionali oligarchici e a poteri forti privati. La Meloni decide poco e nulla, a comandare veramente sono UE, BCE, NATO, OMS, il deep state USA e la plutocrazia mondialista che controlla banche, borse e moneta. L’esempio evidente è la nostra politica estera completamente supina, pro Ucraina NATO USA, contraria ai nostri reali interessi economici, energetici e commerciali, e persino alla sicurezza del nostro popolo, ospitando l’Italia oltre 100 basi militari obbiettivi di una ipotetica contro offensiva missilistica e persino nucleare russa.

INT: E a destra di Fratelli d’Italia?

RJL: Bravi Gianni Alemanno e Simone Di Stefano con i loro distinguo, sempre grandi militanti Luca Castellini e Giuliano Castellino, onore alla coerenza della Fiamma Tricolore di Attilio Carelli, ma sono tutti ininfluenti. Per il resto è tabula rasa, con una galassia di decine gruppi e sigle che ha rinunciato a fare politica, auto limitandosi ad organizzare solo iniziative culturali e sociali, lodevoli quanto nell’alveo del sistema. Io guardo con più interesse alle nuove sintesi filosofiche e geopolitiche, post moderne e multipolari, del professor Aleksandr Dugin, ed ai suoi rappresentanti in Italia: sua gli storici esponenti della destra radicale, Maurizio Murelli (Orion Libri) e Rainaldo Graziani, che il brillante giovane docente universitario Lorenzo Maria Pacini (Idee e Azione).

INT: A proposito di politica estera, oggi è tutta concentrata nella guerra fra Russia e Ucraina…

Quella della Russia nasce veramente come operazione militare speciale atta semplicemente a difendere i territori e la popolazione russofona ortodossa che rappresentavano oltre un terzo della moderna entità statuale ucraina, ed erano sistematicamente perseguitati dal regime golpista nazionalista, sostenuto dai servizi segreti inglesi e americani. Oggi assistiamo ad una guerra mondiale assimetrica per procura fra la Russia (che rappresenta la società tradizionale cristiana, la famiglia naturale, una idea imperiale, una alternativa sociale e geopolitica multipolare) e l’occidente liberal capitalista arcobaleno, sedicente democratico, dominato dai poteri forti privati della plutocrazia mondialista. Nella realtà quotidiana dei popoli sono molto più democratici gli stati populisti autoritari eurasiatici, rispetto al pensiero unico liberal che tutto censura e tutti rincoglionisce con un subdolo quasi totale controllo di mass media, web, produzioni cinematografiche e musicali.

INT: E del Movimento Sociale Eurasia?

RJL: È una piccola realtà culturale e militante, dalla storia gloriosa e dalle buone prospettive internazionali, dati i nostri rapporti con una quarantina di diversi gruppi patriottici identitari di mezzo mondo. Il nostro impegno è difficoltoso ma facciamo tutto il possibile. Voglio ringraziare il fedelissimo reggente Cesare Vernarecci ed il vulcanico coordinatore Marco Rigamonti. L’idea è quella di fare corretta infornazione geopolitica e alta formazione per una nuova selezionata classe dirigente, seria, coerente e preparata, che dovrà anche essere in grado di respingere, in maniera determinata ed efficace, corruzione e ricatti, provenienti dai nostri nemici della grande finanza internazionale, senza Dio, senza morale e, soprattutto, senza scrupoli.

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