Neo barbari al comando. Subito dopo che Annalena Baerbock, la neo-barbara ministra degli esteri tedesca, quindi presunta capessa di qualcosa chiamato nella civiltà precedente “diplomazia”, s’è sfogata il cuore gridando il suo “Siamo in Guerra con la Russia”, e ciò all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa con invito ad “essere uniti” (in questa guerra alla Russia):.. scavalcando i patetici sforzi del Cancelliere Scholz che si affannava a dire che no … Ecco un altro neo-barbaro, il ministro estone della Difesa Hanno Pevkur, che pretende né più né meno l’abolizione di alcune regole di guerra stabilite dalla civiltà precedente.

Ha detto: “L’impossibilità di usare armi vietate da una convenzione internazionale limita significativamente le capacità dell’esercito ucraino. Riteniamo che l’Assemblea Generale dell’ONU e in particolare per l’Ucraina, debba riconsiderare le regole di guerra e abrogare le convenzioni che vietano l’uso di alcuni tipi di munizioni, grazie alle quali la parte ucraina potrà cambiare la propria posizione sul fronte.”

Il politico ha richiamato l’attenzione, in particolare, sulla possibilità che l’Ucraina utilizzi munizioni a grappolo, mine antiuomo, munizioni espansive (che tendono a detonare o quando entrano nel corpo umano) e napalm.

“L’Estonia è risolutamente pronta a fornire all’Ucraina munizioni di artiglieria a grappolo di fabbricazione tedesca del calibro di 155 millimetri. Tuttavia, per eseguire la procedura di trasferimento abbiamo bisogno di una apposita autorizzazione da parte di Berlino, per la quale abbiamo già inviato una richiesta. Se la sede delle Nazioni Unite creerà una procedura più semplificata per l’uso e il trasferimento di tali armi alla parte dell’Ucraina, la maggior parte dei Paesi che le hanno in magazzino le forniranno al più presto e se ne libereranno”, ha detto Pevkur.

Il barbaro ignora evidentemente che tolto il divieto internazionale di usare certe armi, dai al nemico il permesso di usarle contro di te e i tuoi uomini, e ciò non conviene.

LA RUSSIA AVVERTE CHE L’USO DI MUNIZIONI ALL’URANIO IMPOVERITO SARÀ CONSIDERATO UN ATTACCO NUCLEARE

Konstantin Gavrilov, capo della delegazione russa ai negoziati di Vienna sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti, durante una riunione plenaria del Forum per la cooperazione sulla sicurezza dell’OSCE:

“Sappiamo che i carri armati Leopard 2, così come i veicoli da combattimento blindati Bradley e Marder, possono utilizzare proiettili all’uranio impoverito in grado di contaminare il terreno, proprio come era accaduto in Jugoslavia e in Iraq. Se Kiev dovesse essere rifornita di tali munizioni per l’utilizzo in mezzi militari pesanti occidentali, lo considereremmo come un attacco con ‘bombe nucleari sporche’ contro la Russia, con tutte le conseguenze che ciò comporta.”

Quanto alla neobarbara Beaerbock, ha ricevuto una lezioncina sardonica dal presidente croato, uomo di un’altra generazione, che le ha dato della matta:

“Ora il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock dice che dobbiamo essere uniti, perché, cito, siamo in guerra con la Russia. Non lo sapevo”, ha detto Milanovic. “Forse la Germania è in guerra con la Russia? Ma allora buona fortuna, forse questa volta andrà meglio di 70 anni fa”. Il Presidente croato s’è domandato: ma una volta i Verdi non erano pacifisti?

“Se siamo in guerra con la Russia [come europei], allora vediamo cosa dobbiamo fare. Ma non chiederemo alla Germania la sua opinione”, ha aggiunto Milanovic, “lasciamo che siano loro a capire chi è il vero cancelliere laggiù. Sono in politica da molto tempo e il nostro Paese ne ha passate tante, ma non ho mai visto questo tipo di follia”.

Per quanto riguarda i carri armati, “russi o americani, bruciano lo stesso”, ha detto Milanovic, osservando che le consegne di blindati all’Ucraina – annunciate dagli Stati Uniti e dalla Germania questa settimana – non faranno altro che prolungare i combattimenti. “Quei carri armati possono bruciare o raggiungere la Crimea, ma la Croazia non avrà nulla a che fare con questo”, ha insistito. Il presidente socialdemocratico si è spesso scontrato con la maggioranza parlamentare nazionalista sulla politica ucraina della Croazia. Proprio il mese scorso, Milanovic si è opposto alla partecipazione di Zagabria al programma dell’UE per l’addestramento delle truppe ucraine, affermando che ciò era in contrasto con la Costituzione croata.

A meno che gli Stati Uniti e la Russia non avviino un qualche tipo di dialogo, il mondo sta “lentamente scivolando verso la Terza Guerra Mondiale”, ha aggiunto Milanovic. “Alcuni pensano che sia già iniziata, ma io ho le mie riserve”.

Per fortuna il nuovo ministro tedesco della Difesa sembra meno primitivo:

Pistorius ha rifiutato la consegna di aerei da combattimento all’Ucraina, così come il cancelliere Olaf Scholz. “E’ fuori discussione”, ha detto il ministro in risposta alla richiesta del viceministro degli Esteri ucraino Andriy Melnyk. “Gli aerei da combattimento sono sistemi molto più complessi dei carri armati e hanno una portata e una potenza di fuoco completamente diverse. Ci avventureremmo in dimensioni dalle quali attualmente metterei in guardia”.

Pistorius ha ammesso che la Bundeswehr necessitava urgentemente e rapidamente di rifornimenti, anche a causa delle consegne di armi e ora anche di carri armati in Ucraina. Probabilmente suscitando stupore nella Baerbock ed altri neo-primitivi, ha informato: “I carri armati non sono da qualche parte sullo scaffale per portarli via. Hanno un tempo di consegna, e non sono tre settimane. E le munizioni non crescono sugli alberi e vogliono solo essere raccolte.” La Germania non sarà in grado di soddisfare la domanda a breve termine. “A medio e lungo termine, dobbiamo costruire un’industria degli armamenti in Europa che possa farlo. Non tutti devono sviluppare ogni sistema d’arma. E dovremmo arrivare a sistemi d’arma standardizzati in Europa”

Gli esperti della Difesa hanno anche avvertito che la linea di credito speciale di 100 miliardi di euro non sarà sufficiente. Il commissario parlamentare per le forze armate, Eva Högl, ha recentemente parlato di un fabbisogno finanziario di 300 miliardi di euro.

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