{"id":1729,"date":"2023-09-22T17:32:00","date_gmt":"2023-09-22T17:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?p=1729"},"modified":"2023-10-07T17:36:04","modified_gmt":"2023-10-07T17:36:04","slug":"luomo-che-trasbordo-il-pci-da-stalin-a-rockefeller-via-congresso-ebraico-di-maurizio-blondet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/2023\/09\/22\/luomo-che-trasbordo-il-pci-da-stalin-a-rockefeller-via-congresso-ebraico-di-maurizio-blondet\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo che trasbord\u00f2 il PCI da Stalin a Rockefeller \u2013 Via Congresso Ebraico &#8211; di Maurizio Blondet"},"content":{"rendered":"\n<p>Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l\u2019abisso. Rischiava sparire e diventare impresentabile anche il partito comunista pi\u00f9 grosso dell\u2019Occidente, con tutta la sua rete di solidi interessi. Come gli fu restituita la verginit\u00e0 agli occhi dell\u2019Occidente? Un mio articoletto di allora:<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo ancora con ammirato stupore la disinvolta velocit\u00e0 con cui Occhetto, capo dell\u2019allora pi\u00f9 grosso partito comunista d\u2019Occidente, che viveva di pagamenti da Mosca, si rec\u00f2 in visita dal miliardario \u2018canadese\u2019 Edgar Bronfman capo del Congresso Ebraico mondiale, per fare sdoganare s\u00e9 e il PCI presso i poteri del capitalismo globale. Bronfman, che oltre che padrone della Seagram (Whisky) era anche insignito dal regime della Germania Est della massima onorificenza comunista, la Stella dell\u2019amicizia dei Popoli, aveva gi\u00e0 reso lo stesso servizio a Gorbaciov;.<\/p>\n\n\n\n<p>Edgard Bronfman fece avere all\u2019URSS di Gorbaciov lo status di \u201cnazione pi\u00f9 favorita\u201d ossia dazi di favore dagli Usa, nonch\u00e9 l\u2019abilitazione dei media occidentali come progressista e liberal non pi\u00f9 comunista, in cambio della libera emigrazione di milioni di ebrei sovietici in Israele: la forte colonia russa nello Stato sionista risale a quell\u2019affare.<\/p>\n\n\n\n<p>Poche ore dopo l\u2019incontro col miliardario ebreo \u2013 maggio 1989 \u2013 Occhetto fu fatto incontrare (cito da Repubblica) \u201ccon David Rockefeller\u201d, fu intervistato dai \u201c due maggiori quotidiani Usa: il Washingon Post e il New York Times\u201d, rese omaggio \u201cal cimitero di Harlington, dove riposano i fratelli Kennedy, e al monumento ai caduti del Vietnam\u201d, e poi fu impegnato in \u201cuna fitta serie di colloqui con esponenti del Congresso\u201d Usa. Tenne anche \u201cconferenze pubbliche al Carnegie Endowment for Peace di Washington, e al Council on Foreign Relations\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso sia inutile precisare che in quel fruttuoso viaggio, Occhetto fu accompagnato da un solo altro esponente del comunismo: Giorgio Napolitano. Ne usc\u00ec, lui e il partito, candeggiato e legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente dopo libere elezioni. Aiutato, \u00e8 vero, dalla valorosa magistratura che, con geometrica sincronicit\u00e0, gli spazz\u00f2 via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e Forlani e il Psi di Craxi con la leggendaria operazione \u201cMani Pulite\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1989\/05\/16\/la-missione-di-occhetto.html<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il pi\u00f9 acrobatico e ammirevole salto sul carro del vincitore cui abbia assistito nella mia vita. Abbandonata la classe operaia alla grandine della globalizzazione e alla concorrenza dei salari cinesi messicani, romeni \u2013 la deindustrializzazione, il massacro salariale del \u2018proletariato\u2019 \u2013 , il PCI si dedic\u00f2 a difendere \u201cminoranze oppresse\u201d pi\u00f9 comode: i finocchi, e i parassiti pubblici, anzitutto, ossia le lucrose cariche di sottogoverno che occup\u00f2 totalmente..<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il punto veramente stupefacente fu il nuovo atteggiamento dei dirigenti e della \u201ccultura di sinistra\u201d al completo: il comunismo e la sua storia di sangue e di gloria, non li riguardava pi\u00f9. I suoi delitti, i milioni di morti \u2013 crimini che i dirigenti PCI e i suoi intellettuali organici avevano giustificato, anzi rivendicato come necessari passi della \u201cdittatura del proletariato\u201d nell\u2019avanzata verso la \u201csociet\u00e0 senza classi\u201d in mezzo secolo di dibattiti e scontri dialettici (e fisici) con noi anticomunisti \u2013 non avevano pi\u00f9 niente a che fare con loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, \u00e8 stato di moda. Era \u201cattuale\u201d e moderno, faceva stile essere rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora, a nessuno di essi \u00e8 mai capitato di usare il linguaggio marxiano: ed \u00e8 gente che per anni ha frequentato la \u201cscuola di formazione politica alle Frattocchie\u201d, dove di quel linguaggio, e di quella filosofia si veniva imbevuti. Erano diventati un foglio bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>A me \u00e8 capitato di citare Marx, di difendere la sua critica al capitalismo globale (una pars destruens veramente profetica); a loro, mai. D\u2019Alema bombardava l\u2019antico compagno Milosevic con la NATO, e si comprava lo yacht da regate da un paio di miliardi di lire, come se mai avesse letto la sardonica frase di Karl sul \u201cmodo di esistenza che crea la coscienza\u201d (traduco: chi vive da ricco, pensa e giudica da ricco e difende il sistema sociale anche pi\u00f9 ingiusto, perch\u00e9 lo sente naturale e meritevole). E Walter Veltroni? \u201cMai stato comunista\u201d, disse. Ed era iscritto al Pci dall\u2019et\u00e0 di 14 anni. Credeva d\u2019essersi iscritto ad una bocciofila.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni ed anni, essere comunisti o compagni di strada, \u00e8 stato di moda. Era \u201cattuale\u201d e moderno, faceva stile essere rosso. Era \u201cla tendenza del momento\u201d per cui si veniva invitati nelle tv, a scrivere opinioni sui grandi giornali, nei salotti buoni, negli ambienti che contano, e nelle direzioni mediatiche potenti.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u2019intende che sono rimasti di moda, adottando le mode sociali della sinistra \u201cattuale\u201d: non pi\u00f9 quella totalitaria (su cui avevano giurato, e che volevano imporre al Paese), ma quella libertaria. Radical-chic. Sessantottina. Edonista. Paolo Mieli, allora direttore del Corriere, indic\u00f2 la strada:con articoli che proclamavano \u201cil ritorno al Privato\u201d. Prima, era stato di moda il contrario: \u201cIl Privato \u00e8 politico\u201d, \u201cTutto \u00e8 politica\u201d, la \u201drivoluzione sociale, il collettivismo\u201d richiedevano il sacrificio di ogni intimit\u00e0. Adesso, contrordine compagni: tornate al privato. Agli amori, agli ed alle amanti dei vari sessi, alle regate, alle cene sulle terrazze romane immortalate da Ettore Scola, alle vacanze intelligenti fra \u201cnoi che siamo \u00e0 la page\u201d. I Vip Non aspettavano altro, gli intellettuali ..<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l\u2019abisso. Rischiava sparire e diventare impresentabile anche il partito comunista pi\u00f9 grosso dell\u2019Occidente, con tutta la sua rete di solidi interessi. Come gli fu restituita la verginit\u00e0 agli occhi dell\u2019Occidente? 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