{"id":1714,"date":"2023-08-04T05:41:08","date_gmt":"2023-08-04T05:41:08","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?p=1714"},"modified":"2023-08-04T05:41:10","modified_gmt":"2023-08-04T05:41:10","slug":"antinatalismo-la-volonta-di-estinzione-di-roberto-pecchioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/2023\/08\/04\/antinatalismo-la-volonta-di-estinzione-di-roberto-pecchioli\/","title":{"rendered":"ANTINATALISMO, LA VOLONTA&#8217; DI ESTINZIONE &#8211; di Roberto Pecchioli"},"content":{"rendered":"\n<p>Se dovessimo scegliere un\u2019immagine per fotografare lo stato della nostra civilizzazione, saremmo incerti tra l\u2019automobile di Thelma e Louise lanciata nel burrone al termine della fuga delle due amiche insoddisfatte, e il Titanic illuminato con i passeggeri impegnati in feste danzanti mentre la nave correva verso la fatale montagna di ghiaccio. La gaia morte, una tenace volont\u00e0 di estinzione mascherata da libert\u00e0, luce e diritti, si \u00e8 impadronita dell\u2019occidente terminale e il punto di non ritorno \u00e8 stato probabilmente superato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece volessimo individuare il crocevia culturale di tutte le ideologie postmoderne, indicheremmo senz\u2019altro l\u2019antinatalismo, punta avanzata del cupio dissolvi (ansia di annullamento) dell\u2019umanit\u00e0 d\u2019occidente, nuda e gaia dinanzi alla sua (meritata) uscita dalla storia. La femminista radicale statunitense Kimberle Crenshaw ha introdotto la categoria di intersezionalit\u00e0 per descrivere la sovrapposizione (\u201cintersezione\u201d) di tutte le discriminazioni, oppressioni e dominazioni sociali. Si tratta di categorie biologiche, sociali e culturali, come il genere\/sesso, l\u2019orientamento sessuale, la religione, le classi di et\u00e0, i ceti e le stratificazioni sociali, la disabilit\u00e0, la nazionalit\u00e0 e perfino la specie. L\u2019idea della Crenshaw \u00e8 che queste ed altre identit\u00e0 agiscano a molteplici livelli simultanei . Tutto \u00e8 interconnesso per costruire molteplici forme di oppressione e discriminazione che si incontrano e incrociano.<\/p>\n\n\n\n<p>Se utilizziamo \u2013 rovesciandolo &#8211; il criterio della Crenshaw , diventa chiaro che l\u2019antinatalismo \u00e8 il punto d\u2019incontro, il filo rosso che unisce tutte le ideologie del progressismo postmoderno. L\u2019intersezione \u00e8 l\u2019odio per la vita e l\u2019essere umano. Che cos\u2019altro \u00e8 &#8211; gettate le maschere e le giustificazioni teoriche \u2013 se non questo, il sistema di valori dominante fondato sul disprezzo per la vita umana, comune all\u2019abortismo forsennato visto come diritto universale; il femminismo radicale che considera la maternit\u00e0 un costrutto sociale e produce movimenti come quello delle donne \u201cchild free\u201d che rifiutano di essere madri; il climatismo green che odia l\u2019uomo in quanto inquinatore, veleno di un\u2019inesistente Arcadia naturale; l\u2019antispecismo che mette sul medesimo piano l\u2019uomo e gli altri viventi; l\u2019eutanasia che toglie di mezzo malati, deboli, anziani, perfino poveri, in nome della \u201cqualit\u00e0 della vita\u201d; la promozione sin dall\u2019infanzia di forme di sessualit\u00e0 sterili, disinteressate alla funzione primaria, naturale, quella della riproduzione della vita; la banalizzazione di ogni forma di dipendenza, dalle droghe ai farmaci, all\u2019alcool, dal gioco al sesso; l\u2019ideologia della competitivit\u00e0 sociale e dell\u2019individualismo estremo che vede nell\u2019Altro un nemico da abbattere o un oggetto da usare e possedere?<\/p>\n\n\n\n<p>Le linee che uniscono l\u2019ideologia postmoderna \u2013 che chiama se stessa cultura della cancellazione &#8211; convergono in un centro il cui nucleo forte \u00e8 l\u2019odio per la vita, il disprezzo per l\u2019essere umano e, di conseguenza, la pratica di comportamenti e stili di vita il cui tratto comune \u00e8 l\u2019interruzione dell\u2019esistenza umana. E\u2019 una costruzione profondamente pessimistica, angosciosa e angosciante al di l\u00e0 dell\u2019ostentata allegria di naufraghi, il cui esito inevitabile \u00e8 la fine di una civilizzazione devitalizzata e denaturata per estinzione volontaria, addirittura felice di cancellare se stessa, un autolesionismo di massa paragonabile all\u2019incomprensibile condotta suicida di certi cetacei che vanno incontro alla morte fuggendo dall\u2019elemento naturale, l\u2019acqua, per finire spiaggiati sulla terraferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 ha immense ricadute culturali, ambientali, geopolitiche, sociali, oltrech\u00e9 demografiche. Perci\u00f2, prima di esaminare l\u2019universo ideale dell\u2019antinatalismo (nonch\u00e9 i suoi mentori e finanziatori) occorre uno sguardo d\u2019insieme, o meglio un \u201cpensiero meditante\u201d con prospettiva storica e insieme filosofica. La presa d\u2019atto \u00e8 la trasformazione del potere in biopotere, ossia in dominio sulla vita, a partire dalla sorveglianza capillare, dal controllo del corpo fisico e della capacit\u00e0 di determinare i comportamenti da parte dei padroni della narrazione dominante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella teoria dello Stato di Hermann Heller, giurista e politologo tedesco (1891-1933), territorio (spazio) e popolo (tempo) sono i due elementi costitutivi dell&#8217;unit\u00e0 politica. Lo spazio e il piano configurano la forma politica; l\u2019oggetto immediato \u00e8 l&#8217;ordinamento dello spazio, poich\u00e9 su di esso si organizza e persiste la convivenza umana (il piano). Sintomi inequivocabili di decadenza sono sia il restringimento dello spazio, la perdita di posizioni territoriali, sia lo spopolamento o il crollo della natalit\u00e0. Una comunit\u00e0 politica senza territorio scompare. Una comunit\u00e0 politica senza nascite si estingue. La coscienza spaziale di un popolo \u00e8 geopolitica (geografia politica), quella temporale \u00e8 demopolitica (demografia politica) .<\/p>\n\n\n\n<p>Hannah Arendt ricorda che &#8220;la natalit\u00e0, e non la mortalit\u00e0, \u00e8 la categoria centrale del pensiero politico, poich\u00e9 la politica si basa sulla pluralit\u00e0 degli uomini&#8221;. Tuttavia l&#8217;articolazione di questo evento prepolitico (la nascita di nuovi esseri umani e, di conseguenza, il susseguirsi delle generazioni) non \u00e8 univoca, ma condizionata dal metabolismo demografico di ogni gruppo umano, creatura collettiva complessa che cresce e decresce, sottoposta a leggi che non conosciamo e sulle quali il potere cerca di influire.<\/p>\n\n\n\n<p>La biopolitica ha due facce opposte, una \u201cpopolazionista\u201d (antimalthusiana) e l&#8217;altra antipopolazionista (malthusiana). Popolazionismo e antipopolazionismo trascendono le dicotomie destra-sinistra, conservatori- progressisti, accidentali e prive di contenuto, equivoci da cui uscire al pi\u00f9 presto. Non sorprende che il socialismo originario, che si definiva umanitario, sia stato popolazionista. Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) diceva che nessun uomo \u00e8 di troppo. \u201cNon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno al mondo- solo Malthus \u2013 che sia diventato antipopolazionista.\u201d. La destra economica passa disinvoltamente dall\u2019una all\u2019altra posizione in base ai suoi interessi. Nella fase presente, la tecnologia rende inutile l\u2019apporto di ingenti masse umane per mandare avanti la macchina produttiva, tecnologica e perfino la guerra, \u201cigiene del mondo\u201d per le oligarchie. Le diverse attitudini verso la crescita o il declino della popolazione hanno una sorprendente correlazione con lo spazio e con la guerra. Per il sociologo francese Gaston Bouthoul (196-1980), studioso dei fenomeni bellici, le potenze talassocratiche- marittime- (Usa e Gran Bretagna) sono antipopolazioniste, navali (oggi aeronautiche e spaziali) nel loro concetto di guerra, campi in cui la superiorit\u00e0 \u00e8 una questione di ricchezza e tecnologia, e richiede un numero relativamente basso di combattenti. Le potenze continentali, invece, &#8220;vivono con l&#8217;ossessione della fragilit\u00e0 dei loro confini, della forza degli eserciti moderni e dello spaventoso consumo di uomini nelle guerre recenti&#8221;. Anche Carl Schmitt rilev\u00f2 la stretta correlazione tra i principi del nuovo diritto internazionale rivendicati dalle potenze marittime e le loro pressioni per ridurre la natalit\u00e0, che considerava &#8220;argomenti immorali e disumani di una concezione del mondo individualista e liberale\u201d. Oltre la transizione demografica che si svolge silenziosamente da oltre mezzo secolo nelle camere da letto di tutta Europa &#8211; adesso anche altrove- avanza un&#8217;altra agenda in lotta contro la vita. \u00c8 una cultura della morte sganciata da ogni considerazione morale in senso tradizionale, spirituale o trascendente, che si esprime in una politica che scoraggia le nascite, alimentata dal clima metaculturale imposto e dalla legislazione \u201cpositiva\u201d. Questa corrente antinatalista di lungo periodo \u00e8 alimentata da una tendenza senza precedenti nella storia: la trasformazione della procreazione in un atto volontario e riflessivo. Le tecniche farmacologiche, in particolare la pillola anticoncezionale e poi la banalizzazione dell\u2019aborto, hanno prodotto nel tempo lo sganciamento della sessualit\u00e0 dalla procreazione. La tappa successiva, in corso con enorme dispiegamento di mezzi, \u00e8 la promozione di ogni forma di sessualit\u00e0 sterile. Bouthoul descrisse la trasformazione della mentalit\u00e0 (demografica) tradizionale: quando la procreazione era un fatto normale, la riflessione personale condizionava l&#8217;astinenza sessuale; quando il comportamento normale \u00e8 la non procreazione, ci\u00f2 che richiede una valutazione cosciente e riflessiva \u00e8 la sessualit\u00e0 orientata alla nascita di nuovi membri della comunit\u00e0. E\u2019 un paradosso di enorme rilevanza politica: l&#8217;inibizione procreativa, conseguenza della razionalizzazione generalizzata, \u00e8 diventata senso comune e non ha pi\u00f9 bisogno di diventare riflessiva, poich\u00e9 \u00e8 la condotta \u201cnormale\u201d introiettata dalla maggioranza. In questa cornice sfavorevole alla vita e alla continuit\u00e0 delle generazioni- in cui hanno un ruolo primario lo sfascio dell\u2019istituzione familiare e la corsa al successo individuale in cui i figli sono un ostacolo &#8211; l\u2019antinatalismo ideologico gioca la sua partita senza riconoscere il suo ovvio approdo: la fine delle comunit\u00e0, dei gruppi umani e delle civilt\u00e0 che riesce ad improntare. O forse, esattamente quello \u00e8 il suo obiettivo. Dopo la carneficina della giovent\u00f9 europea sulle trincee della prima guerra mondiale e la spaventosa guerra chimica messa in atto dai contendenti, Paul Val\u00e9ry scrisse: adesso le civilt\u00e0 sanno di essere mortali. Nessuna, tuttavia, ha mai posto in essere un preciso progetto suicida.<\/p>\n\n\n\n<p>In quanto ideologia negativa, l&#8217;antinatalismo mira a delegittimare moralmente chi ha figli per imporre un ethos anti familiare adattato al mondo post-umano di soggetti isolati e iperdigitalizzati imposto dalle classi dominanti. Padri e madri, derubricati a genitori 1 e 2, sono vittime di un\u2019autentica guerra. L&#8217;antinatalismo si fa strada modificando nell\u2019intimo la natura umana e l\u2019istinto di specie, attraverso forme di stravolgimento della natura, figlie delle teorie di psicologi come John Watson e Burrhus Skinner, i padri del comportamentismo , che ci trasforma in cavie da laboratorio sottoposte a rieducazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modus operandi antinatalista consiste nel capovolgere la realt\u00e0, affermando contro ogni evidenza che esiste una pressione sociale per avere figli invece di non averli. La realt\u00e0 \u00e8 opposta: dilagano le voci impegnate ad affermare che mettere al mondo figli \u00e8 \u201ceticamente problematico\u201d, per motivi ambientali e non solo. Altri esprimono un gelido pessimismo in contraddizione con il mito del progresso: \u201criprodursi \u00e8 un atto del tutto egoistico: tuo figlio o tua figlia vivranno in un mondo orribile\u201d, asserisce un attore spagnolo assai popolare tra i giovani, Eduardo Casanova.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;antinatalismo non solo contribuisce all\u2019inverno demografico, ma esprime altres\u00ec una visione distruttiva rivolta alle donne: essere madre e femminista, asserisce, non \u00e8 possibile perch\u00e9 il femminismo emancipatorio non pu\u00f2 essere allineato con il \u201cfronte natalista, maternalista (???) patriottico\u201d. In questa (confusa) guerra culturale, la vera battaglia per la trasformazione comportamentale della popolazione si svolge nell\u2019edificazione di un immaginario condiviso che presenta la sterilit\u00e0 come orizzonte di civilt\u00e0 e progresso. L&#8217;industria dello spettacolo \u00e8 il principale strumento dell\u2019 operazione: serie televisive, film, messaggi pubblicitari smantellano quotidianamente il \u201cmito\u201d della maternit\u00e0 e invitano di fatto ogni donna a escludere dal proprio orizzonte la generazione di figli, anche per evitare dolori e frustrazioni. Clock, una recente produzione Disney per ragazzi, racconta i \u201cdisagi\u201d di una donna che subisce una pressione sociale crudele e soffocante perch\u00e9 abbia figli. Questa pressione, per quanto irreale e poco plausibile, trasmette allo spettatore adolescente l&#8217;impressione che non generare figli oggi sia una posizione eroica nel momento in cui \u00e8 vero esattamente il contrario. Prodigi del conformismo finto trasgressivo a cui il potere educa le generazioni. Ultime generazioni, poich\u00e9 la vittoria dell\u2019antinatalismo comporta l\u2019estinzione biologica della parte di umanit\u00e0 che presta fede alle sue follie suicide.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antinatalismo, dicevamo, \u00e8 il punto di intersezione di vari movimenti e suggestioni al cui centro vi \u00e8 la volont\u00e0 di porre fine alla nostra civilt\u00e0. Non \u00e8 senza significato che uno dei gruppi pi\u00f9 attivi &#8211; impegnato anche in atti vandalici contro monumenti e opere d\u2019arte &#8211; si chiami Extinction Rebellion. L\u2019inversione raggiunge il suo massimo: si ribellano all\u2019estinzione della natura lavorando di fatto per quella dell\u2019homo sapiens. Tutto si tiene nel breviario suicida delle marionette guidate dalla volont\u00e0 misantropica e antiumana dell\u2019 \u00e9lite.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/opinioni\/12075-antinatalismo-la-volonta-di-estinzione.html\">https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/opinioni\/12075-antinatalismo-la-volonta-di-estinzione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo scegliere un\u2019immagine per fotografare lo stato della nostra civilizzazione, saremmo incerti tra l\u2019automobile di Thelma e Louise lanciata nel burrone al termine della fuga delle due amiche insoddisfatte, e il Titanic illuminato con i passeggeri impegnati in feste danzanti mentre la nave correva verso la fatale montagna di ghiaccio. 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