{"id":1622,"date":"2023-01-30T10:25:35","date_gmt":"2023-01-30T10:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?p=1622"},"modified":"2023-01-30T10:25:36","modified_gmt":"2023-01-30T10:25:36","slug":"sbarre-di-zucchero-la-liberta-di-rinascere-dopo-il-carcere-di-claudio-bottan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/2023\/01\/30\/sbarre-di-zucchero-la-liberta-di-rinascere-dopo-il-carcere-di-claudio-bottan\/","title":{"rendered":"SBARRE DI ZUCCHERO, LA LIBERT\u00c0 DI RINASCERE DOPO IL CARCERE &#8211; di Claudio Bottan"},"content":{"rendered":"\n<p>UIl 2022 non \u00e8 stato di certo l&#8217;anno delle riforme, della modernizzazione, della umanizzazione come si sperava. \u00c8 stato invece l&#8217;anno dei suicidi: 84 in 12 mesi. 79 di loro erano uomini, cinque donne (la detenzione femminile rappresenta meno del 5% della popolazione carceraria). Un suicidio ogni cinque giorni. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso anno in carcere ci si \u00e8 tolto la vita circa 20 volte in pi\u00f9 di quanto non avviene nel mondo libero. Una tragica sequenza di morti che<br>deve farci riflettere. Alcuni non avevano fatto in tempo neppure ad essere \u201cimmatricolati\u201d perch\u00e9 si sono uccisi subito. Non \u00e8 solo il sovraffollamento o il carcere degradato a spingere le persone a gesti estremi, ma la disperazione: quella sensazione terribile di chi entra in galera e pensa: \u201cda qui non riemerger\u00f2 mai pi\u00f9\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Donatela Hodo era soltanto una giovane mamma, e come tante altre donne stava scontando i suoi errori al carcere di Verona.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Questa esperienza, che seguiva quella di una vita difficile di emarginazione e tossicodipendenza, l\u2019hanno portata a pensare che per lei non ci sarebbe stato un futuro. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva solo 27 anni, le mancava poco per riavere la libert\u00e0, si \u00e8 suicidata nella notte tra l\u2019uno e il due agosto dello scorso anno, e come lei molti altri hanno rinunciato a vivere stringendosi un cappio intorno al collo o inalando il gas del fornelletto. Prima di morire lasci\u00f2 un biglietto<br>per il fidanzato: \u201cLeo amore mio, mi dispiace. Sei la cosa pi\u00f9 bella che mi poteva accadere e per la prima volta in vita mia penso e so cosa<br>vuol dire amare qualcuno ma ho paura di tutto, di perderti e non lo sopporterei. Perdonami amore mio, sii forte, ti amo e scusami\u201d, scrisse<br>a penna. <\/p>\n\n\n\n<p>Parole d\u2019amore che vengono dal buio pi\u00f9 pesto, sono rimaste incise nel cuore di tanti. In quelle parole, che sono un pugno allo<br>stomaco, emerge il vuoto a caratterizzare ancora troppe carceri italiane: la dimensione di un tempo che scorre inutilmente, semplicemente<br>sottratto alla vita che non riesce a diventare un\u2019opportunit\u00e0 di crescita di cambiamento, e poi reinserimento costruttivo per i detenuti,<br>come ci chiede l\u2019Art. 27 della Costituzione: \u201cLe pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere<br>alla rieducazione del condannato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto riguarda poi lo stato di salute dei detenuti, soprattutto dopo la pandemia e l&#8217;impatto drammatico sulla salute mentale di<br>tutti. Chi entra in carcere, oggi, \u00e8 ancora pi\u00f9 fragile di quanto non avvenisse in passato.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Le compagne di Donatela hanno sentito l\u2019urgenza di agire per tentare di prevenire altri suicidi raccontando la realt\u00e0 di sofferenza delle<br>donne in carcere per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica e le istituzioni. Il primo passo \u00e8 stato fatto creando il gruppo Facebook <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/575125690936018\/?hoisted_section_header_type=recently_seen&amp;multi_permalinks=700019411779978\">Sbarre di<br>Zucchero<\/a> attraverso il quale Micaela, Monica, Maurizio e tante altre persone, hanno voluto trasformare il dolore in un\u2019azione positiva, che<br>portasse all\u2019attenzione di tutti la difficilissima situazione delle prigioni italiane, dove oltre a mancare i servizi pi\u00f9 essenziali, le persone non<br>hanno spesso nessuna prospettiva di vita, dal momento che non molti istituti offrono una concreta possibilit\u00e0 di educazione e di lavoro. <\/p>\n\n\n\n<p>Un messaggio chiaro:<br><\/p>\n\n\n\n<p>la detenzione non \u00e8 un limite insuperabile, \u00e8 sempre possibile riprendere in mano la propria vita, ricostruirsi un futuro, dimostrare di essere delle risorse preziose per la collettivit\u00e0. Una grande rete per le donne nelle carceri, per le loro famiglie e per coloro che muovono i primi passi per il ritorno nella comunit\u00e0, per far emergere lo specifico del mondo femminile nel difficile momento della carcerazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente ho vissuto l\u2019esperienza di una lunga detenzione per reati societari e non potevo rimanere indifferente all\u2019iniziativa di Sbarre di Zucchero. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli anni del carcere mi sono aggrappato alla scrittura per rimanere vivo e non farmi inghiottire dal \u201cmostro\u201d, una passione che si \u00e8 poi trasformata in opportunit\u00e0 di riscatto e reinserimento sociale. <\/p>\n\n\n\n<p>Da detenuto in misura alternativa -infatti- ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di iniziare a lavorare come giornalista per alcune testate e, mentre ero<br>alla ricerca di una bella storia da raccontare, mi sono imbattuto in un articolo che parlava di Simona. \u201cNon muovo pi\u00f9 braccia e gambe a causa della sclerosi multipla, ma voglio arrivare ai piedi dell\u2019Himalaya con la mia sedia a rotelle\u201d era il suo messaggio. Quando l\u2019ho chiamata per intervistarla le ho premesso di essere un ex detenuto. \u201cE chi hai ammazzato?\u201d \u00e8 stata la reazione divertita di Simona. Poi \u00e8 partita per un lungo viaggio attraverso India, Nepal e Indonesia a bordo della sua carrozzina motorizzata. Al suo ritorno ci siamo ritrovati e \u201cl\u2019intervista\u201d prosegue da sei anni. \u201cLui \u00e8 le mie braccia, le mie gambe, il mio tutto\u201d racconta Simona durante gli incontri in cui spesso raccontiamo la nostra storia nelle scuole. <\/p>\n\n\n\n<p>Una storia semplice di viaggi, prigioni e pregiudizi, ma soprattutto di futuro. Un futuro che condivideremo con Sbarre di Zucchero raccontandoci durante gli eventi che si terranno a Roma il prossimo 18 febbraio e a Verona l\u20198 marzo con l\u2019obiettivo che la nostra testimonianza possa dare forza a quanti hanno perso la speranza.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Molte altre iniziative sono in programma, la prima delle quali si terr\u00e0 a Napoli sabato 4 febbraio dalle 17.30, presso Liberi di Volare ODV, di don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale e direttore della Pastorale Carceraria. Questa rete, che si sta sviluppando e che conta ormai moltissimi rappresentanti della societ\u00e0 civile, politici, giuristi, esperti e comuni cittadini, senza sostituirsi o sovrapporsi alle moltissime iniziative delle numerose organizzazioni e istituzioni che svolgono un fondamentale lavoro, si sta costituendo in associazione e apre le porte a tutti coloro che ne condividono gli scopi. <\/p>\n\n\n\n<p>Sostenere le persone private della loro libert\u00e0, per quanto riguarda i loro bisogni pi\u00f9 essenziali come cibo, cure, assistenza legale, \u00e8 gi\u00e0 oggetto di molte organizzazioni di volontariato della societ\u00e0 civile e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/575125690936018\/?hoisted_section_header_type=recently_seen&amp;multi_permalinks=700019411779978\">Sbarre di Zucchero<\/a> si propone soltanto di essere di supporto e di aiuto a questi soggetti, incrementandone la capacit\u00e0 operativa e progettuale. Occorre in primo luogo informare e sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sull\u2019importanza del reinserimento di coloro che hanno violato la legge e siano stati condannati ad una pena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 essenziale non soltanto per un\u2019esigenza di etica e di rispetto della costituzione, ma perch\u00e9 occorre evitare il rischio che, senza un futuro, queste persone siano indotte o costrette a continuare la vita in una dimensione di illegalit\u00e0 e criminalit\u00e0. La reiterazione dei reati \u00e8 spesso la conseguenza dell\u2019incapacit\u00e0 della societ\u00e0 di raccogliere coloro che se ne fossero allontanati.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Creare le condizioni per reinserire nella societ\u00e0 coloro che hanno scontato la pena in carcere conviene a tutti. Anche a coloro che vorrebbero \u201cbuttare la chiave\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Chi volesse aderire all\u2019iniziativa di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/575125690936018\/?hoisted_section_header_type=recently_seen&amp;multi_permalinks=700019411779978\">Sbarre di Zucchero<\/a> pu\u00f2 inviare il proprio contatto a sbarredizucchero.roma@gmail.com<\/p>\n\n\n\n<p><br>Per qualsiasi ulteriore informazione restano a disposizione i seguenti contatti:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>FEAVMagazine<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UIl 2022 non \u00e8 stato di certo l&#8217;anno delle riforme, della modernizzazione, della umanizzazione come si sperava. \u00c8 stato invece l&#8217;anno dei suicidi: 84 in 12 mesi. 79 di loro erano uomini, cinque donne (la detenzione femminile rappresenta meno del 5% della popolazione carceraria). Un suicidio ogni cinque giorni. 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