{"id":1434,"date":"2022-10-31T22:40:44","date_gmt":"2022-10-31T22:40:44","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?p=1434"},"modified":"2022-11-12T11:29:06","modified_gmt":"2022-11-12T11:29:06","slug":"sfida-al-disarmo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/2022\/10\/31\/sfida-al-disarmo-nucleare\/","title":{"rendered":"SFIDA AL DISARMO NUCLEARE"},"content":{"rendered":"\n<p>Il nostro futuro su questo pianeta, esposto com\u2019\u00e8 al rischio dell\u2019annientamento nucleare, dipende da un solo fattore: l\u2019umanit\u00e0 deve attuare un rivolgimento morale. Nell\u2019attuale momento storico ci deve essere una mobilitazione generale di tutti gli uomini e donne di buona volont\u00e0. L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 chiamata a fare un ulteriore passo in avanti, un passo verso la civilt\u00e0 e la saggezza&#8221; ebbe a dire San Giovanni Paolo II incontrando scienziati e rappresentanti dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Onu a Hiroshima il 25 febbraio 1981. Sono parole cariche di verit\u00e0 e attualit\u00e0 che inducono un cristiano impegnato nella vita pubblica a non potersi rassegnare a rintracciare l&#8217;unica via per la pace nel continuo invio di armi e soldi ad una parte in causa nel conflitto. La lezione dei grandi movimenti di liberazione nell&#8217;Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, segnata da un dissenso animato da una testimonianza non &#8220;sporcata&#8221; dalla misura con cui il mondo occidentale oggi valuta tutto (il dio danaro e il dio guerra), non \u00e8 pi\u00f9 fonte di ispirazione e dominano narrazioni ideologiche che vedono nel solo uso della forza la prerogativa per la capitolazione del nemico. Tutto questo avviene senza nemmeno rendersi conto che questo potrebbe comportare la capitolazione stessa dell&#8217;umanit\u00e0 con il rischio di una guerra nucleare sempre pi\u00f9 alle porte.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Reagan e Gorbaciov concordarono che \u201cuna guerra nucleare non poteva essere vinta e pertanto non doveva mai essere combattuta&#8221;: la forza di questo pensiero diede gambe e braccia alla spinta finale per la definitiva caduta della &#8220;cortina di ferro&#8221; e il crollo dell&#8217;URSS. Purtroppo quelle giornate di festa che videro superare le ferite della guerra fredda non furono capaci di comprendere che il cancro della guerra come strumento di morte per l&#8217;intera umanit\u00e0 non era stato definitivamente estirpato: il disarmo nucleare non era stato raggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong><em>&#8220;Non passate dalla schiavit\u00f9 del regime comunista a quella del consumismo\u2026 il consumismo \u00e8 un&#8217; altra forma di materialismo che, anche senza rigettare Dio a parole, lo nega nei fatti, escludendolo dalla vita&#8221;<\/em><\/strong> ebbe a dire sempre San Giovanni Paolo II ai giovani ucraini (non a caso, direi) il 27 giugno 2001. La libert\u00e0 conquistata dopo le macerie del dominio sovietico non pu\u00f2 trovare la sua compiuta realizzione nell&#8217;abbracciare una nuova ideologia come quella consumista-gloabalista propinata dal decadente mondo occidentale: serve l&#8217;incontro con una libert\u00e0 che sia l&#8217;esaltazione dell&#8217;umano e non la sua schiavit\u00f9 ad un qualsiasi potere mondano.<\/p>\n\n\n\n<p><br>I concerti dei Plastic People, infatti, sono censurati e vietati al pubblico, costringendo la band ad organizzare concerti clandestini. La loro musica \u00e8 un chiaro atto di dissenso contro il regime. Per questo nel 1976, fu avviato un processo politico contro la band. Havel prende a cuore il destino di questi ragazzi che hanno deciso di vivere nella verit\u00e0 e attira l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica occidentale sulla vicenda. Nello stesso frangente Havel fonda il movimento dissidente cecoslovacco Charta 77, la prima opposizione organizzata che miner\u00e0 le basi del regime. Segu\u00ec una petizione e un\u2019azione culturale collettiva che porter\u00e0 alla scarcerazione dei componenti della band. La vicenda dei Plastic People risvegli\u00f2 le coscienze, perch\u00e9 la musica per tutti era simbolo della libert\u00e0 dell\u2019uomo e perch\u00e9 nessun regime poteva mettere a tacere la voce dell\u2019Essere (cit. &#8220;Sulla dissidenza e la responsabilit\u00e0. A proposito di V\u00e0clav Havel per Il Pensiero Storico &#8211; Rivista internazionale di storia delle idee). Questo spirito, questo modo di agire pu\u00f2 essere l&#8217;unica proposta che i cristiani impegnati nella vita pubblica possono essere chiamati a promuovere come cifra del loro impegno per la pace al di fuori di una drammatica guerra civile tra due governi autarchici come quello ucraino e russo: l&#8217;unico sostegno di un Occidente consapevole delle proprie radici greco-romane-giudaico-cristiane non pu\u00f2 che essere ad un pensiero e un&#8217;azione dissidente animata da parole e testimonianza e non armi e soldi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Per questo preghiamo in questa domenica di sofferenza per le comunit\u00e0 martoriate dal conflitto, per tutti coloro che sono colpiti dal dramma del fuoco delle bombe e chiediamo a gran voce ai capi delle nazioni pi\u00f9 potenti al mondo di essere capaci di riabbracciare la dottrina del disarmo nucleare e rilanciare il grido di San Giovanni Paolo II durante la seconda guerra in Iraq: mai pi\u00f9 guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro futuro su questo pianeta, esposto com\u2019\u00e8 al rischio dell\u2019annientamento nucleare, dipende da un solo fattore: l\u2019umanit\u00e0 deve attuare un rivolgimento morale. 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