{"id":348,"date":"2022-08-11T05:49:49","date_gmt":"2022-08-11T05:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?page_id=348"},"modified":"2022-08-15T15:12:39","modified_gmt":"2022-08-15T15:12:39","slug":"limportanza-fondamentale-della-via-eurasiatica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/limportanza-fondamentale-della-via-eurasiatica\/","title":{"rendered":"L&#8217;importanza fondamentale della via eurasiatica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Programma e obiettivi del progetto politico eurasiatico per &#8216;Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro paese ha bisogno, in questo delicatissimo momento storico di destabilizzazione culturale e politica, di guardare alla Russia come ad una bussola morale ed ispiratrice per ritrovare quell&#8217;orgoglio nazionale mai perso, ma solamente sopito da una strumentalizzazione a scopi politici del pubblico sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, l&#8217;Italia necessita di posizionarsi geopoliticamente in strettissima alleanza con la Russia, essendo noi una potenza industriale, tecnologica e commerciale, fattori che determinano da soli l&#8217;importanza imprescindibile di allearci nel modo pi\u00f9 solido e maggiormente privilegiato possibile, con l&#8217;unico Paese che possa garantirci la soddisfazione delle nostre esigenze di risorse energetiche, necessarie alla sussistenza dell&#8217;attuale volume che caratterizza la nostra industria, le nostre attivit\u00e0 ed il fabbisogno per le nostre abitazioni private.<\/p>\n\n\n\n<p>La Russia \u00e8 un paese che si \u00e8 sempre comportato con grande lealt\u00e0 e seriet\u00e0 nei confronti dell&#8217;Italia, cosa che non si pu\u00f2 certo dire degli Stati Uniti, specie negli ultimi mesi, in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro l&#8217;umiliante e sordo vassallaggio in cui ci impongono di permanere insieme agli altri Paesi europei. Questa profonda umiliazione che stiamo subendo, macchiando di sangue russo ed ucraino anche le nostre mani &#8211; unicamente per l&#8217;ottusa ed irrealistica sete incondizionata di dominio statunitense &#8211; potr\u00e0 facilmente degenerare, per noi, in risvolti assai pi\u00f9 funesti e potenzialmente irreversibili se non verr\u00e0 interrotta al pi\u00f9 presto, con uno scioglimento della N.A.T.O. o almeno una fuoriuscita dell&#8217;Italia dalla suddetta alleanza militare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/EM-Green-Logo-847x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-429\" width=\"271\" height=\"313\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L&#8217;Italia allo stesso tempo, deve riconoscere e percepire il valore dell&#8217;intuizione Russa sul progetto eurasiatico, che coinvolger\u00e0 tra i paesi pi\u00f9 influenti anche l&#8217;India e la Cina, Paese quest&#8217;ultimo formidabilmente prospero e potente, che sta dimostrando di essere non aggressivo, lucido e rispettoso degli altri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbracciare il progetto eurasiatico, non \u00e8 che la conseguenza della comprensione e della derivata consapevolezza in merito a questa congiuntura storica e alle fasi che ci hanno portato a quella attuale. La memoria storica e la comprensione della attuale dimensione sociale ed antropologica non solo dell&#8217;italiano, ma di ogni cittadino europeo, indica un&#8217;affinit\u00e0 ed una compatibilit\u00e0 di percorso per il futuro a 360\u00b0 con il popolo russo, in aggiunta alla posizione geografica strategica per il commercio e lo scambio di risorse, beni e servizi, che potranno avere stabile e longevo corso, appunto grazie all&#8217;affinit\u00e0 che ci accomuna.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Ripristinare un&#8217;autocoscienza popolare e nazionale, consapevole della propria memoria storica, ma proiettata nel futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per guardare al futuro e poter tracciare progetti solidi ed efficaci, un popolo deve avere consapevolezza della propria storia e dei cambiamenti che essa ha comportato sia sul piano antropologico che sociale, dando per scontato che a questo scopo \u00e8 necessario un sistema scolastico intellettualmente onesto, adeguatamente finanziato e gestito per essere motivo di eccellenza indiscussa, contrariamente a quanto avviene in Italia da decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dimenticare chi siamo come popolo, le lezioni apprese dal passato, come le meraviglie ottenute con l&#8217;evolversi in ogni campo, compreso quello artistico, filosofico e politico, sarebbe un errore talmente grossolano e folle, da farci comprendere molto bene come mai l&#8217;attuale establishment politico di maggioranza stia cercando di fare proprio questo, de-finanziando e depotenziando l&#8217;istruzione, nonch\u00e9 promuovendo a man bassa la cosiddetta &#8220;cultura della cancellazione&#8221;, tanto cara e funzionale agli interessi parassitari dei grandi potentati finanziari, che vorrebbero annientare la concorrenza dal basso, negando l&#8217;accesso alle strutture che darebbero ai giovani gli strumenti per imporsi professionalmente, politicamente, artisticamente ed in qualsiasi altro ambito non relativo al ruolo di suddito o di mantenuto da assegno sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L&#8217;ideale su cui costruire la politica del Paese &#8211; Una democrazia organica interna che si rivolge ad un federalismo eurasista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il modello politico cui facciamo riferimento, si basa su di un ambizioso ideale come stella polare necessaria a dare il meglio per un progetto politico di tale rilievo sia a livello interno che geopolitico.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale ideale deve fondarsi necessariamente in una compartecipazione consapevole della societ\u00e0 nelle decisioni storiche dapprima di svolta e poi fondanti del nuovo governo del popolo, esattamente come viene definita l&#8217;essenza della democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa compartecipazione, nell&#8217;ambito italiano, pu\u00f2 essere realizzata attraverso una classe dirigente eletta tra quelle fila la cui bandiera non sia ritrattabile in un secondo momento e la cui solvibilit\u00e0 politica sia solida al punto da non poter esser messa in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un movimento politico che possa presentarsi in maniera adeguata deve dare ogni garanzia possibile sui punti di programma principali ed assicurarsi anticipatamente che l&#8217;elettorato abbia in mano ogni arma possibile per annientarlo, qualora non vi facesse fede per sua stessa volont\u00e0 di tradire il voto ricevuto. La dichiarazione della scelta eurasiatica, specificata nella nomenclatura del movimento o partito in questione, pu\u00f2 essere considerata una buona forma di garanzia iniziale. <\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento che la gestione dell&#8217;attivit\u00e0 politica e governativa necessita della guida di elementi estremamente capaci e specializzati, \u00e8 fondamentale che la scelta della classe dirigente sia quella adeguata alla necessit\u00e0 e degna della missione che va a servire. Questo si pu\u00f2 ottenere solo con un coinvolgimento diretto ed attivo della popolazione, dandole modo di percepire coerenza quanto sincronia di intenti ed ideali ad ogni decisione presa dalla classe politica dirigente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo filo d&#8217;intesa e di fiducia non dovr\u00e0 mai spezzarsi e dovr\u00e0 sempre essere onorato da una lealt\u00e0 dimostrata materialmente, quanto da un esempio di edificante onest\u00e0 intellettuale e politica, tasselli fondamentali per costruire una societ\u00e0 sicura sin dalle fondamenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una democrazia organica come la summenzionata, necessita, per forza di cose, di essere sviluppata in un contesto dove le tradizioni, gli usi, i costumi e la religione caratteristici di quella societ\u00e0, vengano ad essere vissuti in armonia e tramandati ai figli, come tesoro comune dal valore imperituro.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo su queste fondamenta potranno essere applicati i princ\u00ecpi della &#8220;democrazia diretta&#8221;, intesa come i meccanismi dell\u2019elaborazione di decisioni collettive, dotate di significato politico locale.<br>A mediare il principio strategico unitario del potere supremo e la differenziata pluralit\u00e0 dei gruppi autonomi a livello locale, deve esser posto un sistema flessibile di coordinamento politico nella persona di organi del potere esecutivo e legislativo di livello intermedio, capaci di concretizzare il coordinamento fra il volere delle comunit\u00e0 e la linea strategica dell\u2019amministrazione centrale.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il coordinamento esprimer\u00e0 il massimo del proprio potenziale nel caso in cui le supreme autorit\u00e0 dello Stato controlleranno solo quegli aspetti della vita politica che abbiano significato strategico, come:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>conservare l\u2019integrit\u00e0 territoriale dello Stato<\/li><li>garantire la sua sovranit\u00e0 ed indipendenza<\/li><li>pianificare lo sviluppo dei settori strategici dell\u2019industria e dell\u2019economia<\/li><li>provvedere i cittadini di norme di diritto<\/li><li>promuovere con la massima efficacia gli interessi nazionali all&#8217;estero<br><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 ognuno possa portare il proprio contributo senza ingerenze a sconfinare nella propria competenza, \u00e8 imperativo che nelle restanti questioni non strategiche, alle molteplici formazioni sociali locali saranno garantite massima autonomia, indipendenza e diritto di stabilire i parametri della vita politica a livello locale.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>federalismo eurasista dove le nazioni possano sedersi allo stesso tavolo con pari dignit\u00e0, senza subire i vergognosi ricatti tipici, cui abbiamo assistito nell&#8217;Eurozona attraverso la vile imposizione di una moneta unica emessa a debito.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Preservazione etnica: Una priorit\u00e0 irrinunciabile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessaria la strutturazione di una adeguata e speciale politica di preservazione delle etnie, quale supremo valore biologico, genetico e storico della popolazione. Le etnie rappresentano il supremo valore e soggetto della storia umana, essendo la spontanea risultante dei cicli organici naturali, comprese le ondate e fasi evolutive, con tutto ci\u00f2 che ne consegue. <\/p>\n\n\n\n<p>In determinati momenti storici, le etnie possono mescolarsi, in altri preservare rigidamente le loro caratteristiche, a seconda dell&#8217;autodeterminazione sociale spontanea, in reazione ai fattori ambientali e sociali del momento. Si tratta pertanto di un processo estremamente importante quanto delicato, e per tale motivo, qualsiasi interferenza in esso \u2013 fusione artificiale, isolamento artificiale, reinsediamento pianificato di popoli, o qualsiasi altra ingerenza arbitraria \u2013 conduce a colossali ed irrimediabili catastrofi. Per questo il proposto modello mondialista di universale mescolanza di popoli e razze \u00e8 tanto pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;atteggiamento eurasista verso le etnie \u00e8 di salvaguardia e promana dal principio della necessaria protezione di ciascun gruppo etnico dalla prospettiva della scomparsa storica. Questo sia in rapporto alle grandi etnie, sia in rapporto a ristrettissime popolazioni di poche centinaia di rappresentanti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Eurasismo come modello presuppone l&#8217;affermazione e protezione delle differenze etniche, ma esclude proprio a ragion di ci\u00f2 la fobia o l&#8217;ostilit\u00e0 a prescindere nei confronto della mescolanza. In un dato momento ed in una data situazione storica, la mescolanza etnica \u00e8 inevitabile e positiva, proprio perch\u00e9 conseguenza di un processo spontaneo, risultato da una concomitanza di fattori concreti; proprio per tutte queste ragioni, i suoi parametri e la sua dimensione devono essere definiti spontaneamente, naturalmente ed organicamente, senza interferenze strumentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ambito della questione demografica devono essere realizzati progetti orientati alla conservazione di un equilibrio demografico positivo o nullo, cos\u00ec da prevenire la scomparsa delle diverse etnie. La comune responsabilit\u00e0 verso il destino continentale dell&#8217;Eurasia da parte dei rappresentanti delle varie \u00e9lite etniche, religiose, statali e sociali deve mostrarsi in accordi flessibili concernenti le politiche etniche e demografiche, tenendo in considerazione tutti i fattori tradizionalmente influenti in ciascuna concreta regione e all&#8217;interno di ciascuna concreta etnia. Il fine \u00e8 lo sforzo comune nella conservazione di quell&#8217;equilibrio etnico nel potenziale blocco eurasista, che \u00e8 esistito fino al giorno d&#8217;oggi, con correzioni straordinarie di quelle tendenze catastrofiche che minacciano di degenerazione e scomparsa di singole etnie,  tra cui quella italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Relazione duale verso i processi di mescolanza etnica: apertura a livello di \u00e9lite, limitazione a livello di massa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il modello flessibile di differenzialismo eurasista nei suoi termini pi\u00f9 generali pu\u00f2 strutturarsi secondo il seguente principio: atteggiamento tollerante verso la mescolanza etnica a livello di \u00e9lite, cauto a livello di massa. Che dunque la scelta nei casi individuali rimanga aperta secondo il diritto e la libert\u00e0 di ogni singolo cittadino. Proprio tale atteggiamento \u00e8 stato caratteristico dell&#8217;approccio alla questione etnica nelle societ\u00e0 tradizionali, che sotto molti aspetti hanno formato i modelli sociali di condotta anche dei popoli moderni. Tale modello \u00e8 organico e naturale. Oltre a questo, esso contribuir\u00e0 all&#8217;universalismo ed all&#8217;ampiezza culturale di vedute dell&#8217;\u00e9lite dirigente dell&#8217;Eurasia, capace di abbracciare la variet\u00e0 culturale ed etnica; ma al tempo stesso contribuir\u00e0 alla conservazione della creativit\u00e0 vitale dei centri etnici, preservando le invarianti delle loro identit\u00e0 tradizionali e formando nuovi quadri per l&#8217;\u00e9lite pan-eurasista.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Programma del Movimento Politico-sociale EURASIA per la Russia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8211; <strong>Le Ragioni del Ruolo Centrale della Russia nel Progetto Eurasiatico<\/strong> &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>La scala della missione storica della Russia, richiesta per prevenire l\u2019instaurazione del \u00abNuovo Ordine Mondiale\u00bb e contrapporgli un\u2019alternativa globale, presuppone la creazione al suo interno di un tale sistema politico che sia quanto pi\u00f9 possibile aperto all\u2019inclusione nel blocco eurasista di altri popoli e stati con diversa storia culturale, politica, religiosa, economica e di civilt\u00e0. A questo scopo in Russia la struttura politica generale deve essere quanto pi\u00f9 possibile prossima al modello della futura formazione continentale eurasista. Questo significa costruire il sistema del \u00abfederalismo eurasista\u00bb, la cui caratteristica fondamentale deve essere la combinazione di unit\u00e0 strategica a livello di amministrazione centrale ed ampia diversit\u00e0 di organizzazione politica, sociale, giuridica ed economica delle parti costituenti.<br>Il federalismo eurasista presuppone una costruzione politica ed amministrativa considerevolmente diversa dal modello di stato-nazione che sta a fondamento delle moderne potenza occidentali. Nello stato-nazione esistono uno stretto centralismo politico, una omogeneit\u00e0 linguistica e culturale, una universale esigenza di sistema giuridico, costituzionale, politico ed economico unitario. Si suppone che lo stato-nazione rappresenti un blocco monoculturale unitario, costituito da cittadini atomizzati, in possesso di eguale statuto giuridico di fronte ad un sistema statale unitario.<br>Il federalismo eurasista si fonda su ragioni completamente diverse. In esso convivono precisamente due princ\u00ecpi: unitariet\u00e0 strategica ed ampio pluralismo etno-culturale e regionale. Lo stato \u00e8 politicamente unitario nel senso del compimento di una missione storica unica, di un comune \u00abgrande progetto\u00bb geopolitico. Ma si tratta dell\u2019unit\u00e0 non di un paese abituale, ma di un\u2019intera civilt\u00e0, non di una ordinaria formazione statale, ma della liberazione di un \u00abimpero democratico\u00bb di tipo nuovo. Pertanto la solidariet\u00e0 a livello di destino planetario \u00e8 accompagnata dalla pi\u00f9 vasta differenziazione al livello delle parti costituenti, dello sviluppo dell\u2019autonomia culturale e religiosa. La Russia, perfino nel suo assetto attuale, ha distintamente preservato caratteri federativi, segni fondamentali di un \u00abimpero\u00bb composto da una costellazione di regioni estremamente eterogenee dal punto di vista etnico, sociale, culturale e geografico. Ogni regione rappresenta un sistema autosufficiente con innumerevoli caratteristiche uniche, irripetibili. Questa specificit\u00e0 di mosaico etnico, sociale, legale e comunitario deve riflettersi anche sul piano politico, come ampia associazione federativa di soggetti collettivi di diverso status e livello. Alla base della definizione di unit\u00e0 dello spazio federale non devono essere descrizioni amministrativo-territoriali (come negli stati-nazione centralisti), ma un sistema flessibile di criteri che tengano conto dell\u2019intero complesso di identit\u00e0 culturali, sociali, storiche, economiche ed etniche. Per cui il soggetto federale, che svolge un ruolo strutturante nella formazione dello Stato, deve replicare il modello federativo-democratico anche a livello interno \u2013 ossia rappresentare in s\u00e9 non la limitata analogia di uno stato-nazione su piccola scala (come avviene nel caso delle repubbliche di nuova formazione separate dalla Russia, delle formazioni nazionali e territoriali-amministrative che aspirano oggi a conseguire l\u2019autonomia politica, gi\u00f9 gi\u00f9 fino al separatismo), ma un \u00abmini-impero\u00bb con il pi\u00f9 vasto spettro di soggetti collettivi interni, strutturantisi, a loro volta, quali soggetti della grande federazione. E cos\u00ec via via fino all\u2019autogoverno dei collettivi di lavoro, degli organi esecutivi delle comunit\u00e0 locali e dei Consigli.<br>Tale sistema federativo interna faciliter\u00e0 l\u2019unione strategica della Russia con le diverse potenze, potenziali partecipanti del blocco continentale eurasista. In caso di conclusione di tali unioni, il principio federativo si conserver\u00e0 inviolabile, ma la configurazione dello spazio federativo si estender\u00e0 (nel caso in cui l\u2019integrazione strategica sia molto stretta). In questo modo saranno risolte tutte le questioni territoriali in contenzioso, che in tutto o in parte impediscono l\u2019istituzione di strette relazioni di mutua associazione fra stati vicini. Se ad esempio gli stati vicini alla Russia, potenziali partecipanti al blocco eurasista, proseguiranno nello sviluppo del federalismo al loro interno, le dimensioni dell\u2019Unione Eurasista inizieranno ad espandersi naturalmente ed organicamente, dato che la presenza di ampie autonomie culturali e regionali non indebolir\u00e0 gli stati tradizionali, continuamente minacciando separatismo e conflitti militari, ma viceversa rafforzer\u00e0 il blocco strategico, nel quale molti popoli e gruppi culturali di piccole dimensioni avranno la tanto sospirata possibilit\u00e0 di riunirsi in un insieme organico e per ci\u00f2 stesso divenire un elemento coesivo, mutando la loro attuale missione geopolitica (distruttiva) nel suo opposto. Per l\u2019Eurasia plurinazionale tale ampio approccio federalista sarebbe la soluzione ideale.<br>In una prospettiva ancora pi\u00f9 remota il federalismo eurasista potrebbe divenire un modello politico attraente su scala mondiale, rappresentando l\u2019alternativa politica al livellamento mondialista del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di strategia geopolitica per la Russia<\/p>\n\n\n\n<p>La massima priorit\u00e0 geopolitica della Russia nel prossimo secolo (millennio) \u00e8 la creazione di un blocco strategico eurasista \u2013 con una visione del mondo flessibile e differenziata ed una partecipazione a diversi livelli \u2013 quale contrappeso alle tendenze atlantiste e mondialiste su scala globale.<br>Diversamente dall\u2019epoca precedente, l\u2019asse di tale blocco non deve essere n\u00e9 una visione del mondo n\u00e9 uno specifico sistema economico o politico, ma princ\u00ecpi geopolitici e strategici, un imperativo di civilt\u00e0.<br>La Russia deve fino in fondo comprendere se stessa quale \u00abasse geopolitico della storia\u00bb, quale nucleo dell\u2019Eurasia con piena responsabilit\u00e0 di affermare nella nuova fase ed in nuovi termini la portata globale della sua predestinazione storica e civilizzatrice (alla luce di errori e deviazioni dei precedenti periodi storici).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il mondo multipolare In una prospettiva di lungo periodo occorre orientarsi alla creazione di un mondo unipolare genuinamente libero ed equo, organicamente formantesi attorno differenti centri culturali, di civilt\u00e0, storici e sociali. La ricchezza dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 direttamente legata alla variet\u00e0 delle civilt\u00e0, che non devono essere soltanto preservate, ma nuovamente affermate. La stessa Eurasia nei periodi migliori della sua storia si distingueva proprio per questa variet\u00e0 \u00abimperiale\u00bb, dove l\u2019unit\u00e0 strategica e geopolitica si combinava con una costellazione di parti organiche e culturalmente autonome. Il polo eurasista inizialmente deve aggregarsi come roccaforte della liberazione della civilt\u00e0, affinch\u00e9 la futura multipolarit\u00e0 divenga il risultato naturale e desiderabile per l\u2019Eurasia del temporaneo ritorno al modello bipolare. Pertanto, la stessa struttura del nuovo blocco eurasista deve inizialmente recare in s\u00e9 i germi del pluralismo culturale, della differenziazione, della variet\u00e0, della \u00abfiorente complessit\u00e0\u00bb. In tal caso, il futuro avvento di un mondo genuinamente multipolare sar\u00e0 l\u2019organica prosecuzione della linea eurasista, contrapposta alla logica unificante unidimensionale dell\u2019atlantismo.<\/li><li>le unioni strategiche eurasiste La realizzazione del progetto eurasista presuppone una serie di passi diretti ad accrescere il significato strategico ed il peso autosufficiente della Russia. Nessun altro Stato, per ragioni geopolitiche, \u00e8 in grado di diventare l\u2019asse del blocco eurasista. La Russia occupa un posto geograficamente centrale in Eurasia, possiede un potenziale strategico sufficiente per assicurare un felice avvio dei processi di integrazione nella prima fase. Per la Russia \u00e8 vitale essere guidata, nella politica estera ed interna, da un unico imperativo, a cui tutti gli altri devono essere subordinati: l\u2019imperativo della creazione dell\u2019Unione Eurasista.<\/li><li>dimensione minima: l\u2019integrazione post-sovietica La scala minima dell\u2019integrazione post-sovietica, o la sua prima tappa, deve diventare la riunificazione strategica dei paesi della Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti (ex Unione Sovietica) in una comune costruzione strategica, resa compatta dalla consapevolezza di un\u2019unit\u00e0 di interessi geopolitici e da una comunit\u00e0 strategica e di destino in quanto civilt\u00e0. L\u2019integrazione dei paesi della CSI in una nuova e pi\u00f9 coesiva formazione strategica deve fondarsi su compiti geopolitici globali, e non su interessi sociali ed economici temporanei o su di una combinazione di forze all\u2019interno delle \u00e9lite politiche. Il significato fatale del Progetto Eurasista \u00e8 talmente grande da eccedere incomparabilmente la somma di vantaggi e svantaggi concreti derivanti da tale integrazione, ed ovviamente va ben al di l\u00e0 dell\u2019immagine politica e psicologica di dirigenti e partiti che in un dato momento si trovino al potere.<br>L\u2019integrazione geopolitica della CSI (possibile nel primo stadio, ad eccezione di quegli stati troppo profondamente implicati nei meccanismi atlantici) deve essere realizzata in quanto esecuzione della predisposizione eurasista, e non come arbitrio di questo o quel raggruppamento ideologico. Per questo motivo l\u2019unit\u00e0 di fini geopolitici deve raccogliere intorno a s\u00e9 sia i regimi al governo sia le opposizioni, sia l\u2019\u00e9lite istituzionale sia le contro-\u00e9lite rivoluzionarie.<br>La storia dell\u2019umanit\u00e0, la possibilit\u00e0 di fondare un mondo multipolare dipendono dalla reale integrazione della CSI. Pertanto, il dissenso politico ristretto deve ritirarsi in secondo piano di fronte alla grandiosit\u00e0 di questo progetto, e i conflitti politico-sociali \u2013 oggettivamente inevitabili in qualsiasi societ\u00e0 \u2013 non devono in ogni caso estendersi alla sfera del corso strategico generale, che in nessuna circostanza deve essere ostaggio delle peripezie della lotta interpartitica o delle frizioni sociali.<br>Proprio in questo modo la successione geopolitica dell\u2019\u00e9lite negli USA (che pure si scontra \u2013 e talvolta aspramente \u2013 su questioni tattiche, problemi di metodo politico, decisioni) mai ha posto in questione ci\u00f2 che in America \u00e8 detto \u00abManifest Destiny\u00bb, ossia \u00abpalese predestinazione\u00bb.<br>L\u2019Eurasia, secondo parametri suoi propri, possiede un\u2019analoga vocazione e predestinazione, altrettanto globale ma di segno opposto.<br>E la realizzazione di questa predestinazione eurasista deve raccogliere l\u2019\u00e9lite della CSI nella prima fase della nuova affermazione del blocco eurasista.<\/li><li>blocco continentale Lo stadio successivo del Progetto Eurasista, che pu\u00f2 essere realizzato parallelamente all\u2019integrazione strategica della CSI, consiste nella creazione di un\u2019associazione strategica unitaria con gli Stati eurasisti vitalmente interessati alla costruzione di un\u2019alternativa al dominio planetario autocratico degli USA e dei paesi dell\u2019Occidente atlantico. Si tratta di alcuni stati arabi del Vicino Oriente e dell\u2019Africa Settentrionale, dell\u2019Iran, dell\u2019India, della Cina e di altri paesi estremo-orientali compresi nella regione del Pacifico.<br>Questi paesi possiedono un\u2019antica cultura, sistemi religiosi sviluppati ed una struttura politico-sociale complessa e peculiare. Il loro modo di vita economico rappresenta un\u2019originale germinazione di formazioni e sistemi. La maggioranza di questi paesi possiedono un proprio progetto storico, espresso in termini di originalit\u00e0 culturale, politica, sociale e nazionale e di civilt\u00e0. Non sempre questi progetti si armonizzano con quelli delle potenze e civilt\u00e0 limitrofe, ma essi sono uniti nell\u2019opposizione all\u2019universalismo atlantista, nella negazione del livellamento liberale mondialista, nel rifiuto della dominazione autocratica degli USA. In base al principio della comune negazione, tutti questi elementi possono essere coinvolti in un blocco continentale di grandi dimensioni.<br>In seguito da questo quadro di pluralit\u00e0 fortemente differenziata potr\u00e0 formarsi una realt\u00e0 multipolare sulla base della comune Via Eurasista.<\/li><li>unione con Europa e Giappone L&#8217;integrazione nel quadro della CSI, la creazione del blocco strategico eurasista rappresentano i passi preliminari verso un&#8217;attiva strategia planetaria dell&#8217;Eurasia, senza la quale un&#8217;alternativa strategica di civilt\u00e0 non pu\u00f2 possedere sufficiente spessore.<br>Lo stadio successivo (che nei suoi tratti generali pu\u00f2 essere preparato senza indugio e parallelamente agli altri due) \u00e8 l&#8217;attivazione di una linea geopolitica verso Europa e Giappone. Europa e Giappone rappresentano le due maggiori \u00abzone costiere\u00bb strategiche, il controllo sulle quali assicura all&#8217;atlantismo (gli USA) una stabile supremazia su di una potenziale civilt\u00e0 eurasiatica.<br>Per questo motivo il destino finale dell&#8217;Eurasia dipender\u00e0 dal buon esito della neutralizzazione di Europa e Giappone, dalla loro esclusione dal controllo strategico degli USA e dalla successiva inclusione nel progetto pan-eurasista. Solo una volta raggiunta questa dimensione \u2013 includendo l&#8217;Europa e l&#8217;intera regione del Pacifico insieme con il Giappone \u2013 il Progetto Eurasista sar\u00e0 pienamente compiuto e capace di esercitare un effetto decisivo sui processi a livello planetario.<\/li><li>fine: promozione civilizzatrice di una nuova realt\u00e0 planetaria multipolare<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il compito geopolitico globale della Russia consiste nella creazione di un mondo multipolare, nella promozione strategica di questo mondo. La transizione ad esso, in quanto alternativa pluralista e differenziata al mondialismo atlantico unidimensionale, sar\u00e0 possibile soltanto nel realizzarsi di tutti e tre gli stadi del Progetto Eurasista. Un mondo libero multipolare, con una fiorente complessit\u00e0 di culture e civilt\u00e0 \u2013 ecco l&#8217;ideale geopolitico supremo della Russia, la sua vocazione, la sua predestinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di strategia geoeconomica della Russia: il grande spazio autosufficiente<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il principio eurasista del \u00abpluralismo economico\u00bb<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il modello economico eurasista \u00e8 fondato su un principio opposto all\u2019universalismo liberale, ai postulati della cosiddetta \u00abscuola economica classica\u00bb. Ogni comunit\u00e0 storica possiede una propria, unica storia di sviluppo economico, una propria struttura di organismo economico. Il sistema dei criteri in base ai quali \u00e8 valutata l\u2019efficienza dell\u2019economia, i parametri del successo o fallimento, non possono essere separati dal contesto storico, sociale e culturale di una data societ\u00e0. Il pensiero della scuola economica classica occidentale proviene dall\u2019errato presupposto di uno sviluppo economico unidirezionale e secondo una traiettoria unica per tutti i popoli e stati, soltanto con tempi diversi. Su questa convinzione si fonda la rappresentazione \u00abdegli indubbi vantaggi del modello economico occidentale, quale stadio pi\u00f9 avanzato di realizzazione del modello economico comune a tutti i popoli\u00bb. Spinto da questa convinzione, l\u2019Occidente si ritiene legittimato ad agire da arbitro economico su tutto il globo, imponendo a tutti gli altri quel sistema di criteri economici che riflette la logica di sviluppo dei sistemi economici dei paesi occidentali.<br>Il modello economico eurasista deriver\u00e0 dal principio opposto \u2013 l\u2019impossibilit\u00e0 di una valutazione dei sistemi economici dei vari popoli a partire da un criterio generale astratto e separatamente dalla realt\u00e0 culturale e storica. Contro il monismo economico dell\u2019economia politica liberale, la visione del mondo eurasista presenta il concetto di una pluralit\u00e0 economica. In pratica ci\u00f2 significa che il sistema economico mondiale consiste in unit\u00e0 economiche sovrane, sviluppantisi secondo una propria logica interna ed impossibili da valutare secondo qualsiasi teoria generale. Precisamente come \u00e8 impossibile dimostrare, in base a criteri astratti, la superiorit\u00e0 di una cultura su di un\u2019altra, la verit\u00e0 di una fede in rapporto ad una fede diversa, il primato di una razza su di un\u2019altra, cos\u00ec \u00e8 impossibile giustificare il primato di un sistema di gestione economica su di un altro, poich\u00e9 ci\u00f2 vorrebbe dire obliterare la storia economica originale di ciascun concreto popolo e stato.<br>I tradizionali complessi economici delle nazioni arcaiche sono perfettamente efficienti, equilibrati ed adeguati nel quadro del loro contesto storico e culturale, al pari dei complessi industriali tecnologici avanzati del mondo occidentale. La specificit\u00e0 economica e gestionale riflette la propriet\u00e0 culturale. Il compito dell\u2019economia eurasista \u00e8 garantire nel quadro del proprio dominio la sovranit\u00e0, la conservazione e lo sviluppo organico di tutti gli attuali sistemi economici che riflettano il cammino storico-culturale di popoli concreti. La pluralit\u00e0 economica del modello eurasista riflette al livello economico quel principio di multipolarit\u00e0 cui \u00e8 orientata la geopolitica eurasista.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>creazione di sistemi economici autosufficienti di tipo misto (pluralit\u00e0 di regimi) Il vettore di sviluppo economico della Russia dovrebbe essere organicamente accordato con i fondamentali punti di riferimento geopolitici e strategici del suo sviluppo, cio\u00e8 con il Progetto Eurasista. E\u2019 perfettamente chiaro che l\u2019adesione a dogmi astratti di pure ideologie economiche (siano esse il marxismo o il liberalismo) sottrae la Russia al suo destino nel labirinto della scolastica e dei conflitti civili.<br>Inoltre, il liberalismo, al pari del marxismo, insiste sull\u2019unificazione economica, sul livellamento dei processi gestionali. Il naturale sviluppo dell\u2019economia in Russia deve realizzarsi sulla base di un approccio complesso che tenga conto fattori sia economici sia non-economici. L\u2019imperativo strategico della linea eurasista richiede l\u2019edificazione dell\u2019economia in regime di \u00abautosufficienza allargata\u00bb, in prospettiva su scala continentale. E\u2019 il modello neo-keneysiano di \u00abisolamento economico\u00bb o la versione aggiornata della \u00abunione doganale\u00bb.<br>Questo modello economico presuppone la parziale apertura dell\u2019economia (in rapporto agli alleati strategici) e la presenza di barriere economiche rispetto ai sistemi economici di quei paesi che fanno parte del blocco strategico contrapposto.<br>Il secondo imperativo dello sviluppo dell\u2019economia russa \u00e8 l\u2019esigenza di una debita pluralit\u00e0 di regimi, la combinazione differenziata di vari sistemi economici \u2013 dal controllo statale (nelle aree strategiche) al libero mercato (nella piccola e media produzione, nel sistema commerciale, nei servizi) attraverso sistemi miscellanei di gestione collettiva (cooperative, societ\u00e0 per azioni, ecc.).<\/li><li>keynesismo per l\u2019Eurasia, \u00abisolamento economico eurasista\u00bb<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il modello economico pi\u00f9 rispondente alla moderna Eurasia in vista dell\u2019instaurazione di un fattore civilizzatore, \u00e8 il modello keynesiano, posto al centro del rispetto delle priorit\u00e0 strategiche dell\u2019insieme eurasista di stati e nazioni. Nel definire l\u2019orientamento delle riforme economiche, l\u2019enfasi va posta non semplicemente sull\u2019acquisizione della massima efficienza, ma sul contesto generale di civilt\u00e0 e sociale, nell\u2019interesse del quale queste riforme devono essere realizzate secondo la logica delle cose. E dal momento che questo contesto nei suoi vettori fondamentali \u00e8 non solo diverso, ma per molti versi opposto rispetto al sistema liberale atlantista, al \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb, un importante problema \u00e8 la creazione di un\u2019\u00abisola economica eurasista\u00bb dotata di relativa autosufficienza. Ci\u00f2 presuppone una variante economica paternalista, necessaria per l&#8217;intero periodo di sviluppo economico dell&#8217;Eurasia. Quindi lo sviluppo dei settori fondamentali dell&#8217;industria, dei sistemi informatici, dell&#8217;agricoltura e specialmente dell&#8217;alta tecnologia deve essere compito principale del potere centrale, responsabile delle questioni strategiche. Gli elementi di mercato, assolutamente indispensabili per una serie di settori economici \u2013 piccola e media produzione, sfera dei servizi, ecc. \u2013 devono combinarsi con il settore pubblico. Il problema dell&#8217;occupazione deve essere risolto a livello strategico statale, e non soltanto di mercato. La classe parassita dei percettori di rendita (rentiers) deve essere marginalizzata a fronte dei gruppi sociali produttivi degli imprenditori e dei lavoratori percettori di retribuzione nelle imprese private e statali (cosiddetti \u00absalariati\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>finanza eurasista E&#8217; necessario che la Russia crei la propria moneta in un comune contesto finanziario planetario. Questo \u00e8 possibile per due vie:<br><br>1) legandola alle monete di altre grandi regioni geoeconomiche (Europa o Pacifico),<br>2) creando un proprio sistema finanziario nel quadro di un&#8217;ampia unione doganale eurasista \u2013 il cosiddetto \u00abrublo eurasista\u00bb.<br><\/li><li>La prima e la econda variante possono essere realizzate in parallelo con la soluzione prioritaria del \u00abrublo eurasista\u00bb. La garanzia del \u00abrublo eurasista\u00bb non pu\u00f2 consistere unicamente nelle strutture economico-industriali, ma nel complesso delle potenzialit\u00e0 geopolitiche, strategiche e di risorse dell&#8217;Eurasia, con particolare enfasi sulla sfera dell&#8217;armamento nucleare russo e delle altre innovazioni della tecnologia bellica, valutata come equivalente finanziario delle dimensioni del potenziale di forza. Proprio in base a questa logica nel mondo del secondo dopoguerra gli USA hanno conseguito la supremazia nel campo capitalista, avendo tradotto la superiorit\u00e0 di forza strategica in equivalente dominio finanziario del dollaro, e, proprio in ragione di tale operazione, essendosi assicurati una crescita economica prepotente. Nel quadro del blocco strategico eurasista la Russia pu\u00f2 ragionevolmente replicare questo schema, e legare la sua moneta, il \u00abrublo eurasista\u00bb alla conservazione e allo sviluppo del potenziale militare strategico, visto come garanzia di libert\u00e0 ed indipendenza delle altre potenze eurasiste dalla dittatura neocoloniale del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb.<\/li><li>Il principale compito economico della Russia \u00e8 la creazione di una zona economica chiusa autosufficiente ed autarchica entro i limiti dell&#8217;Eurasia. la quarta zona eurasiatica \u2013 assieme alle altre tre esistenti: americana, europea e del Pacifico \u2013 deve unire in un comune spazio economico i territori dei paesi della CSI ed un certo numero di paesi est-europei ed asiatici interessati all&#8217;indipendenza strategica di fronte alla pressione economica del \u00abNord ricco\u00bb. Potenziali partecipanti alla quarta zona possono essere paesi con differenti sistemi economici, il che comporta un&#8217;integrazione economica a diverse velocit\u00e0 a seconda delle specificit\u00e0 della regione o del paese dato. La quarta zona economica deve orientarsi all&#8217;interazione prioritaria con gli spazi economici confinanti \u2013 Europa e Pacifico \u2013 con il fine ultimo di contrastare l&#8217;egemonia americana sul globo e normalizzare l&#8217;equilibrio economico sull&#8217;intero territorio del pianeta. Gi\u00e0 i primi passi verso la realizzazione della quarta zona cambieranno l&#8217;equilibrio economico fra regioni industriali ad alta tecnologia e regioni ricche di risorse, spezzeranno l&#8217;univoco dominio del \u00abNord ricco\u00bb e lo sfruttamento coloniale del \u00abSud povero\u00bb.<\/li><li>coinvolgimento nei processi geoeconomici planetari con il fine di impartirvi una direzione di civilt\u00e0 eurasista<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il sistema economico-finanziario della Russia non pu\u00f2 ignorare il formarsi di un&#8217;economia virtuale a livello mondiale, il tradursi del potenziale economico nella sfera<br>del know-how informatico e delle borse-valori elettroniche. In una prospettiva di lungo periodo, il corso politico eurasista deve risultare in una relativizzazione (e perfino in una cancellazione) di tale sistema finanziario virtuale e nel ritorno alle priorit\u00e0 del settore reale, agli investimenti a lungo termine e alla concreta produzione di beni materiali, nella transizione dal capitale virtuale alla gestione reale, creativa ed organizzatrice. Ma durante una fase transitoria la Russia deve prendere parte all\u2019economia virtuale mondiale, tramite la delega concessa a particolari gruppi di brokers sotto stretto controllo delle massime autorit\u00e0 statali, per assimilare le nuove tecnologie e l\u00e0 dove possibile esercitare una direzione sulle tendenze globali, amplificando strategicamente la posizione della geoeconomia eurasista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di sviluppo industriale della Russia<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>informatizzazione<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La creazione della quarta zona richiede la radicale modernizzazione dell\u2019industria domestica, l\u2019introduzione sistematica e su vasta scala di tecnologie avanzate nella sfera delle produzioni strategiche. Alla base di tale modernizzazione deve stare il sistema di informatizzazione, comunicazione e trasporto, che costituisce l\u2019asse reale della fase di sviluppo postindustriale dell\u2019economia. Grazia all\u2019informatizzazione su vasta scala, numerosissimi problemi di organizzazione della produzione, commercializzazione e distribuzione, nonch\u00e9 processi di integrazione economica ed allocazione del lavoro nell\u2019ambito della zona eurasista potranno essere risolti con successo. Grazie alla flessibilit\u00e0 delle tecnologie, l\u2019informatizzazione pu\u00f2 essere introdotto tanto nei processi ad alta tecnologia, quanto in alcune sfere economiche tradizionali, moltiplicando ovunque l\u2019efficienza. L\u2019informatizzazione programmata e universale deve diventare priorit\u00e0 strategica dello Stato. Nella questione della creazione di un sistema doganale solidale eurasista l\u2019informatizzazione svolger\u00e0 un ruolo centrale, e da essa dipender\u00e0 in non piccola misura il successo di tale unione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>regionalizzazione<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I processi di integrazione dell\u2019economia eurasista devono essere accompagnati da un aumento dell\u2019importanza delle singole regioni e del loro grado di indipendenza amministrativa ed economica. Le zone industriali devono essere integrate nel comune campo economico eurasista non per via di decreti, ma tramite una naturale ed organica connessione orizzontale, riproducente al livello economico il sistema federativo. Il controllo dal centro deve toccare esclusivamente le sfere strategiche, definire i parametri economici generali, ma i passi concreti per la realizzazione dei compiti generali per lo sviluppo industriale devono essere decisi a livello locale.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>creazione di cicli industriali chiusi legati agli spazi locali L\u2019allocazione del lavoro nel contesto della quarta zona non presuppone la centralizzazione della gestione produttiva. Le grandi aree industriali devono basarsi sull\u2019impiego delle infrastrutture e del potenziale di risorse locali. Tale organizzazione di cicli industriali semichiusi legati ai sistemi locali \u00e8 indispensabile per accrescere la solidit\u00e0 del modello economico pan-eurasista e il livello di sicurezza industriale. In tale situazione, i complessi industriali devono diventare il nucleo degli insiemi sociali in considerazione della specificit\u00e0 etnica, demografica, religiosa e culturale della popolazione.<\/li><li>qualificazione ecologica delle produzioni industriali<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il fattore ambientale deve essere incluso fra le priorit\u00e0 fondamentali nella valutazione esperta dei progetti industriali, e la sua valutazione deve essere necessaria anche nelle questioni relative alla ristrutturazione delle produzioni esistenti. La probabilit\u00e0 di una catastrofe ecologica aumenta nelle condizioni attuali, ed in questa situazione la conservazione dell\u2019ecosistema diviene un elemento principale della sicurezza strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di sviluppo culturale: conservazione dell\u2019eredit\u00e0, sintesi eurasista<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>conservazione della variet\u00e0 dell\u2019eredit\u00e0 culturale A livello culturale, il compito principale del Progetto Eurasista della Russia \u00e8 l\u2019affermazione di un modello pluralista, differenziato, a molteplici livelli, alternativo agli schemi di unificazione unidimensionale offerti dai sostenitori del \u00abglobalismo sotto l\u2019egida dell\u2019Occidente\u00bb. L\u2019uniforme societ\u00e0 dei consumi, formata sullo stampo americano e fondata sull\u2019individualismo, inevitabilmente sfocia nello sradicamento della variet\u00e0 culturale, sociale, religiosa, etnica.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La Russia deve proclamare su scala mondiale la propria missione di garante della \u00abfiorente complessit\u00e0\u00bb, di sentinella delle relazioni fra le naturali variet\u00e0 degli insiemi umani civilizzati. L\u2019affermazione e conservazione della reale variet\u00e0 storica della vita culturale dei popoli e degli stati \u00e8 il supremo fine del Progetto Eurasista della Russia a livello di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>postmoderno dell\u2019Oriente<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il carattere generale del postmoderno esibisce le caratteristiche intrinseche dello sviluppo della civilt\u00e0 umana, e per questo motivo il volontaristico rifiuto del postmoderno \u00e8 impossibile \u2013 come impossibile fu all\u2019epoca ignorare il richiamo dei Tempi Nuovi (modernit\u00e0) lanciato alle societ\u00e0 tradizionali. Questo riguarda specialmente popoli e paesi che mirano ad un\u2019attiva compartecipazione nella definizione del cammino storico dell\u2019umanit\u00e0 (e la Russia indubbiamente rientra nel numero di \u00abgrandi potenze\u00bb non indifferenti al destino dell&#8217;intera umanit\u00e0). Per questa ragione la Russia deve padroneggiare l&#8217;argomento del postmoderno, ma usandolo per le sue proprie finalit\u00e0 storiche , riformulando la propria missione storica nei termini del postmoderno (allo stesso modo in cui il periodo sovietico fu la formulazione della stessa missione nei termini dei Tempi Nuovi, del moderno). Questa nascente direzione culturale, dotata di una prospettiva colossale, viene convenzionalmente definita \u00abpostmoderno dell&#8217;Oriente\u00bb (o \u00abpostmoderno della diversit\u00e0\u00bb) in contrapposizione al \u00abpostmoderno dell&#8217;Occidente\u00bb (o \u00abpostmoderno universalistico\u00bb). Se il \u00abpostmoderno\u00bb dell&#8217;Occidente rappresenta in s\u00e9 la \u00abfine della storia\u00bb e la stravagante sovrapposizione di masse etiche prive di senso, internamente eterogenee, in assenza di un centro di valori, il \u00abpostmoderno dell&#8217;Oriente\u00bb rappresenta in s\u00e9 il ritorno ad uno stile sintetico, integrale, ricreante ad un nuovo livello storico la pienezza propria delle societ\u00e0 tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>nuova culturologia eurasista La nuova culturologia eurasista deve fondarsi sull&#8217;assimilazione concettuale e lo sviluppo delle fondamentali motivazioni del \u00abpostmoderno dell&#8217;Oriente\u00bb, quale nuovo metodo sintetico di analisi culturale che riconosce il pari diritto e la pari dignit\u00e0 di culture inerenti ai vari settori temporali e geografici. La nuova culturologia eurasista rifiuta la divisione \u00abrazzista\u00bb e \u00absuprematista\u00bb delle culture in \u00abavanzate\u00bb e \u00abarretrate\u00bb, \u00abprogredite\u00bb ed \u00abarcaiche\u00bb, \u00abcivilizzate\u00bb e \u00abnon civilizzate\u00bb. Ogni cultura deve essere valutata nel sistema di coordinate ad essa peculiare, non in un qualche modello esterno astratto che aspiri ad essere la verit\u00e0 in ultima istanza. Tale culturologia eurasista deve diventare l&#8217;antitesi del \u00abrazzismo culturale\u00bb velato praticato dall&#8217;atlantismo.<\/li><li>polilogo di culture come soggetti<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Nel sistema mondiale eurasista la fondamentale figura storica agente non \u00e8 l&#8217;individuo, ma la comunit\u00e0, l&#8217;ethnos, la cultura, la formazione sociale organica. Quindi, principio dell&#8217;interazione culturale fra le varie parti dell&#8217;Eurasia deve essere il complesso, dinamico ed aperto polilogo delle culture, agenti non in quanto formazioni incomplete, soggette ad un astratto miglioramento meccanico in base a schemi astratti, ma in quanto autorit\u00e0 di massima ed ultima istanza, costituenti nel loro intreccio il tessuto a pi\u00f9 dimensioni del mondo vivente organico e multiforme.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>rifiuto del livellamento culturale (ottundimento delle differenze culturali) La Russia deve diventare il polo centrale di un un&#8217;enorme rivoluzione culturale che rappresenti l&#8217;alternativa al livellamento culturale atlantista in un unico surrogato di stile, modellato sulla \u00abAmerican way of life\u00bb. Il significato universale della missione culturale della Russia nel Progetto Eurasista consiste nel contributo allo sviluppo di un mondo differenziato, libero e culturalmente multipolare. In questo senso il progetto continentale dell&#8217;Eurasia acquista rilevanza mondiale, quale linea di partenza di una cultura globale alternativa al \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb e all&#8217;indiviso dominio dell&#8217;atlantismo.<\/li><li>ampio pluralismo conservatore La conservazione e lo sviluppo di una pluralit\u00e0 culturale, sia nel quadro della Russia, sia su scala pi\u00f9 ampia \u2013 nel quadro dell&#8217;Eurasia e al limite del mondo intero \u2013 \u00e8 la specificit\u00e0 del Progetto Eurasista, una sorta di pluralismo conservatore. Oggetto di tale pluralismo culturale \u00e8 la preservazione (\u00abconservazione\u00bb) dei fermenti fondamentali delle culture, la dovuta correlazione dello sviluppo dinamico in cui \u00e8 incarnata l&#8217;origine vitale della societ\u00e0, con i profondi parametri fondamentali del suo nucleo tradizionale. In questa relazione prioritaria alla Tradizione consiste il carattere fondamentale del \u00abpostmoderno dell&#8217;Oriente\u00bb.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di sistema sociale: la comunit\u00e0 socialmente orientata, l&#8217;ecologismo profondo<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>socialismo eurasista In contrasto con l&#8217;assolutizzazione del modello liberale, soggiacente a fondamento economico del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb, il Progetto Eurasista presuppone il riferimento ad un ampio spettro di modelli di sistemi ad orientamento sociale, a volte definiti complessivamente col nome di \u00absocialismo\u00bb o di \u00abcomunit\u00e0 socialmente orientata\u00bb. L&#8217;ambiente sociale \u00e8 l&#8217;habitat naturale dell&#8217;uomo, e nei suoi caratteri fondamentali l&#8217;uomo \u00e8 definito proprio in connessione ad una comunit\u00e0 definita. A differenza del marxismo dogmatico, tale comunit\u00e0 pu\u00f2 essere intesa in modi molto diversi \u2013 sia come tipo culturale, sia come inconscio collettivo della comunit\u00e0, sia come fede religiosa, sia come identit\u00e0 etnica, sia come formazione storico-sociale, sia come appartenenza di classe-professionale, ecc. Tutti questi caratteri sociali possono essere tenuti in conto in un modello comune riassuntivo che, provvisoriamente, \u00e8 possibile chiamare \u00absocialismo eurasista\u00bb, libero da dogmatismi, creativo, aperto, comprensivo in s\u00e9 tanto delle tradizionali forme di identificazione sociale, quanto delle nuove forme sociali che crescono nelle condizioni contemporanee. Il carattere sociale dell&#8217;eurasismo non esclude affatto i valori dell&#8217;individuo, ed a maggior ragione non rifiuta determinati elementi gestionali di mercato. Si tratta di un comune spirito, di un orientamento prioritario verso il sistema sociale, dove nelle aree economica, sociale, scientifica e politica sono incentivati i modelli fondati sul principio del soggetto sociale comune, e l&#8217;istanza principale fondamentale \u00e8 il collettivo organico, di vecchio o nuovo tipo.<\/li><li>nuova coscienza ecologica<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 eurasista deve essere costruita su di una profonda considerazione del fattore ecologico. Tipica dell&#8217;epoca moderna \u00e8 la relazione con l&#8217;ambiente circostante come ad uno scenario passivo, privo di vita, che l&#8217;uomo attivo \u00e8 libero di modellare a proprio arbitrio; tale relazione ha portato l&#8217;umanit\u00e0 sl limite della catastrofe globale. Tale approccio viene fatto proprio per inerzia anche dagli architetti del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb. La socialit\u00e0 eurasista deve essere fondata su motivi opposti: sulla prioritaria considerazione dell\u2019ecologia profonda. Ci\u00f2 significa una speciale relazione all\u2019ambiente come ad una realt\u00e0 viva, sostanziale, significante, nella quale all\u2019uomo \u00e8 assegnato un posto speciale ed affidata una speciale responsabilit\u00e0 per l\u2019osservanza di un fine equilibrio fra le parti costituenti dell\u2019insieme naturale. La societ\u00e0 eurasista deve essere costruita sulla base di un\u2019attenta riflessione sull\u2019ambiente naturale, sull\u2019armonia con esso, sull\u2019accurato intervento sugli ecosistemi esistenti e sulla loro manipolazione estremamente delicata. La coscienza ecologica dovrebbe divenire il tipo di coscienza dominante.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>nuova salvaguardia e \u00abrivoluzione conservatrice\u00bb<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 eurasista deve fondarsi sul principio della salvaguardia, della conservazione. Ma ci\u00f2 non in riferimento alle istituzioni politiche \u2013 e specialmente a quelle che portano su di s\u00e9 il marchio del moderno \u2013 bens\u00ec agli orientamenti culturali e psicologici profondi, che stabiliscono l\u2019identit\u00e0 di popoli, stati e comunit\u00e0. Ad attenta conservazione sono soggetti gli assetti profondi essenziali della psicologia etnica, agenti nei differenti periodi storici in forme differenti, talvolta esteriormente opposte. Tale profonda salvaguardia non contraddice affatto un\u2019attiva dinamica sociale, dato che il corso oggettivo della storia richiede il costante adattamento degli elementi identificativi essenziali al variare delle condizioni. Il sistema stesso, con i suoi stimoli, esige creativit\u00e0 sociale, ma il soggetto ultimo di tale creativit\u00e0 , mutando e trasformandosi, deve preservare il massimo di identit\u00e0. Tale combinazione fra principio di salvaguardia (conservazione) e principio di creativit\u00e0 (rivoluzione) \u00e8 definita come \u00abrivoluzione conservatrice\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di esistenza delle religioni eurasiatiche tradizionali (Ortodossia, Islam, Buddhismo, residui di antichi culti)<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>scoperta della missione ecumenica della Chiesa Ortodossa A livello religioso il Progetto Eurasista presuppone la conservazione e il \u00abpubblico\u00bb sviluppo dello spirito della Tradizione, un rinnovato riferirsi alle fonti religiose dell\u2019umanit\u00e0. In tale \u00abritorno alle fonti\u00bb consiste la missione religiosa della Russia, intesa nel suo senso pi\u00f9 ampio. La forma assiale della Tradizione nel Progetto Eurasista \u00e8 la Chiesa Ortodossa, d\u2019Oriente, quale depositaria dell\u2019autentico spirito cristiano, preservatrice della dimensione universale della tradizione cristiana. La missione dell\u2019Ortodossia non \u00e8 strettamente etnica, limitata ad una data regione concreta o periodo storico. Questa missione \u00e8 ecumenica. I Russi hanno tradizionalmente ben compreso il carattere messianico della loro Fede, consapevolmente o intuitivamente hanno seguito l\u2019universale impulso alla comune affermazione della Salvezza, del Bene, del Giusto. Per la coscienza ortodossa il \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb si identifica con la \u00abvenuta dell\u2019anticristo\u00bb. Per tale motivo la contrapposizione ad esso, l\u2019affermazione di un\u2019alternativa globale religiosa, etica e di concezione del mondo, \u00e8 un dovere non soltanto sociale, ma religiose dei cristiani. La finezza dell\u2019identificazione escatologica del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb con il \u00abprincipe di questo mondo\u00bb fa dell&#8217;Ortodossia una realt\u00e0 assiale della resistenza religiosa globale su scala mondiale, giacch\u00e9 in altre religioni tradizionali l&#8217;aspetto escatologico non \u00e8 espresso in maniera altrettanto chiara ed accentuata. L&#8217;Ortodossia diviene polo geopolitico religioso del Progetto Eurasista. Ma attribuire tale posto centrale non significa in nessun caso sminuire il valore delle altre confessioni tradizionali eurasiatiche.<\/li><li>unione delle religioni tradizionali Le confessioni eurasiatiche, varie dal punto di vista dogmatico ed irriducibili ad uno schema comune, possiedono un insieme di tratti che le avvicinano. Ci\u00f2 riguarda non tanto il lato dogmatico, quanto il tipo psicologico della religiosit\u00e0 orientale \u2013 pi\u00f9 contemplativo che attivo, pi\u00f9 paradossale che razionalistico, pi\u00f9 legato all&#8217;aspetto eterno delle cose che ai processi storici. Questi tratti psicologici comuni offrono le basi per un&#8217;unione delle confessioni tradizionali eurasiatiche, senza con questo mescolare i princ\u00ecpi di fede o missionariamente imporre ad altri tesi dottrinali inaccettabili. L&#8217;unione delle religioni tradizionali dell&#8217;Eurasia deve rappresentare un accordo geopolitico e culturale fondato sull&#8217;osservanza dei diritti sovrani di libert\u00e0 confessionale di ogni popolo e di ogni uomo.<\/li><li>Cristianesimo, Islam, Buddhismo, Induismo, Taoismo, culti arcaici In Eurasia dominano il Cristianesimo (Ortodosso), l&#8217;Islam, il Buddhismo, l&#8217;Induismo, il Confucianesimo, il Taoismo ed alcuni culti arcaici locali. L&#8217;unione eurasista delle religioni deve fondarsi su<br>coordinamento culturale e geopolitico di queste confessioni a livello di predicazione (sermoni)<br>comune regolazione dei possibili conflitti interconfessionali<br>sviluppo di uno stile comune eurasista di tradizionalismo religioso, basato sul rispetto dei diritti delle altre religioni eurasiatiche. Alla degenerazione dell&#8217;elemento religioso in Occidente &#8211; al livello di materialismo ateo pratico, culti artificiali e stravaganti (spesso totalitari) e modelli \u00abrazzisti\u00bb di fondamentalismo Cattolico-Protestante fondati sull&#8217;odio aperto verso le religioni eurasiatiche \u2013 l&#8217;Eurasia deve opporre un nuovo tradizionalismo, un universale e solidale ritorno alle radici religiose.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di relazioni interetniche in Russia-Eurasia<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>necessit\u00e0 di una speciale politica di preservazione delle etnie, quale supremo valore della storia I popoli, le etnie rappresentano il supremo valore e soggetto della storia umana. Essi vivono in accordo con i cicli organici naturali, con le ondate di mutazione, ecc. In dati momenti della loro storia le etnie possono mescolarsi, in altri preservare rigidamente le loro caratteristiche. Si tratta di un processo estremamente delicato, e qualsiasi interferenza in esso \u2013 fusione artificiale, isolamento artificiale, reinsediamento pianificato di popoli, ecc. \u2013 conduce a colossali irrimediabili catastrofi. Per questo il proposto modello mondialista di universale mescolanza di popoli e razze \u00e8 tanto pericoloso, quanto lo \u00e8 la screditata teoria nazionalista della \u00abpurezza della razza\u00bb. In entrambi i casi tali rozzi progetti conducono all&#8217;etnocidio. L&#8217;atteggiamento eurasista verso le etnie \u00e8 di salvaguardia, promana dal principio della necessaria protezione di ciascun gruppo etnico dalla prospettiva della scomparsa storica. Questo sia in rapporto alle grandi etnie, sia in rapporto a popolazioni di poche centinaia di rappresentanti. In ogni caso le etnie sono oggetto di protezione nei confronti sia dei dogmatici della mescolanza universale, sia delle aggressioni xenofobe dei nazionalisti. L&#8217;Eurasismo come modello presuppone l&#8217;affermazione delle differenze etniche, ma esclude per ci\u00f2 stesso la fobia, l&#8217;ostilit\u00e0 verso la mescolanza. In un dato momento ed in una data situazione la mescolanza etnica \u00e8 inevitabile e positiva (i grandi-russi sono assurti al livello di nazione per via della mescolanza degli slavi con i turchi e gli ugri). Ma i suoi parametri e la sua dimensione devono essere definiti naturalmente ed organicamente, con la massima delicatezza.<\/li><li>differenzialismo creativo e demografia<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il pluralismo etnico eurasista deve essere creativo. Nell&#8217;ambito della questione demografica devono essere realizzati progetti orientati alla conservazione di un equilibrio demografico positivo o nullo, cos\u00ec da prevenire la scomparsa di etnie. La comune responsabilit\u00e0 verso il destino continentale dell&#8217;Eurasia da parte dei rappresentanti delle varie \u00e9lite etniche, religiose, statali e sociali deve mostrarsi in accordi flessibili concernenti le politiche etniche e demografiche, tenendo in considerazione tutti i fattori tradizionalmente influenti in ciascuna concreta regione e all&#8217;interno di ciascuna concreta etnie. Il fine \u00e8 lo sforzo comune nella conservazione di quell&#8217;equilibrio etnico in Russia e, pi\u00f9 in generale, nel potenziale blocco eurasista, che \u00e8 esistito fino al giorno d&#8217;oggi, con correzioni straordinarie di quelle tendenze catastrofiche che minacciano di degenerazione e scomparsa i singoli popoli (in particolare il popolo russo, assiale per l&#8217;intera costruzione eurasista).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>relazione duale verso i processi di mescolanza etnica; apertura a livello di \u00e9lite, limitazione a livello di massa<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il modello flessibile di differenzialismo eurasista nei suoi termini pi\u00f9 generali pu\u00f2 strutturarsi secondo il seguente principio: atteggiamento tollerante verso la mescolanza etnica a livello di \u00e9lite, cauto a livello di massa. Che dunque la scelta nei casi individuali rimanga aperta secondo il diritto e la libert\u00e0 di ogni singolo cittadino. Proprio tale atteggiamento \u00e8 stato caratteristico dell&#8217;approccio alla questione etnica nelle societ\u00e0 tradizionali, che sotto molti aspetti hanno formato i modelli sociali di condotta anche dei popoli moderni. Tale modello \u00e8 organico e naturale. Oltre a questo, esso contribuir\u00e0 all&#8217;universalismo ed all&#8217;ampiezza culturale di vedute dell&#8217;\u00e9lite dirigente dell&#8217;Eurasia, capace di abbracciare la variet\u00e0 culturale ed etnica; ma al tempo stesso contribuir\u00e0 alla conservazione della creativit\u00e0 vitale dei centri etnici, preservando le invarianti delle loro identit\u00e0 tradizionali e formando nuovi quadri per l&#8217;\u00e9lite pan-eurasista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di strategia di civilt\u00e0 della Russia<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>le priorit\u00e0 civilizzatrici devono essere poste al di sopra di quelle nazionali, statali, confessionali Il Progetto Eurasista per la Russia comporta che i criteri geopolitici e di civilt\u00e0 vengano posti al di sopra di tutti gli altri. All&#8217;ingresso nel XXI secolo, la Russia entra in una fase decisiva dell&#8217;opposizione fra civilt\u00e0, della quale si definir\u00e0 una volta per tutte l\u2019esito: vincer\u00e0 definitivamente ed irrevocabilmente il modello atlantista di sistema mondiale, con tutto l\u2019aggregato di angoscianti tendenze religiose, culturali, economiche e politiche che esso reca con s\u00e9? Ovvero l\u2019Eurasia riuscir\u00e0 ad affermare su scala planetaria un\u2019alternativa globale, avendo dimostrato la propria giustezza storica, avendo giustificato la sua predestinazione eurasista, grande-continentale? Per questa ragione il fine supremo, il compito supremo della stessa esistenza storica della Russia acquisisce una forma netta e si riduce all\u2019esecuzione di una MISSIONE GEOPOLITICA chiaramente formulata. Il metro geopolitico e di civilt\u00e0 dovrebbe essere l\u2019unit\u00e0 di misura ed il criterio per tutte le restanti sfere di sviluppo della Russia \u2013 economica, sociale, politica, ecc. Se sar\u00e0 possibile nel prossimo futuro tenere fede a questa missione, porre le basi dell\u2019alternativa eurasista globale al \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb, tutti i restanti livelli passo dopo passo si potranno sviluppare, normalizzare e ordinare in condizioni ottimali. Ma nelle prime fasi tutto dovr\u00e0 essere subordinato al centralissimo compito geopolitico. Da ci\u00f2 consegue &#8211; e se ne deve tenere conto &#8211; che perfino uno sviluppo abbastanza efficiente del settore economico, sociale, culturale o politico della Russia, qualora avvenga separatamente dalla realizzazione del principale Progetto geopolitico e di civilt\u00e0 (o a detrimento di questo), nel medio e lungo periodo non recher\u00e0 alcun risultato positivo e non far\u00e0 che allontanare per poco la catastrofe finale, che inevitabilmente verr\u00e0 alla Russia dall\u2019instaurazione del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb.<\/li><li>struttura delle Forze Armate eurasiste Il Progetto Eurasista potr\u00e0 essere realizzato esclusivamente nel caso in cui la Russia sapr\u00e0 conservare e consolidare il proprio potenziale nucleare e strategico, compiendo una serie di passi decisivi nell\u2019elaborazione e introduzione di armamenti di nuova generazione. Realizzare l\u2019alternativa eurasista per via evolutiva, senza coinvolgere l\u2019umanit\u00e0 in una dittatura planetaria, in una catastrofe ecologica e in una guerra civile totale su scala mondiale, questo \u00e8 possibile solo nella misura in cui il potenziale bellico dei paesi della NATO e della Russia (inclusi i suoi alleati militari: Bielorussia, ecc.) resta in sostanziale equilibrio, e la minaccia dell\u2019impiego di armi di tipo strategico contro i paesi NATO riesce a contenere efficacemente i piani neocoloniali dell\u2019atlantismo. Armamento nucleare, sistema russo di difesa antimissile, recentissime ricerche tecnologiche del complesso militare-industriale russo: ecco i principali presupposti della possibilit\u00e0 di adempimento della missione storica della Russia. In virt\u00f9 di tale circostanza, compiti principali della Russia saranno il rafforzamento del settore strategico delle Forze Armate, l\u2019attivazione delle ricerche nel settore degli armamenti ad alta tecnologia di nuovo tipo, il mantenimento della prontezza al combattimento delle Forze Armate, il rafforzamento della loro struttura, la modernizzazione dei sistemi di controllo ecc. L\u2019Esercito russo e il complesso militare-industriale russo, la loro riforma strutturale, attivo consolidamento e sviluppo devono essere le massime priorit\u00e0 della politica eurasista. Il destino della Russia, dell\u2019Eurasia, in quanto civilt\u00e0, dipende direttamente dalla qualit\u00e0 delle Forze Armate.<\/li><li>patti militari La rilevanza assiale delle Forze Armate russe (e specialmente del loro settore strategico) deve comportare la creazione di una serie di patti militari, richiesti per garantire la saldatura del blocco eurasista lungo i confini strategicamente rilevanti. Il principale di tali patti \u00e8 l\u2019alleanza militare russo-iraniana, che per la prima volta nella storia potrebbe aprire alla Russia l\u2019accesso ai \u00abmari caldi\u00bb e consentirebbe la disposizione di armamenti strategici russi sulle coste meridionali dell\u2019Eurasia. Dato che l\u2019Iran \u00e8 strategicamente orientato contro il domino dell\u2019Occidente ed \u00e8 guidato nella sua politica estera da priorit\u00e0 eurasiste, i presupposti oggettivi per tale patto militare sono presenti. In una prospettiva di medio periodo proprio l\u2019asse militare Mosca-Teheran \u00e8 in grado di organizzare uno spazio strategico di forza contrapposto all\u2019Occidente nel Vicino Oriente, nel Caucaso ed in Asia Centrale.<br>Fra i paesi arabi, patti militari devono essere conclusi con Irak, Siria e Libia, il che consentir\u00e0 all\u2019Eurasia di ottenere un\u2019importante leva di controllo sullo spazio del Mediterraneo.<br>Nell\u2019Europa Orientale \u00e8 importante il patto militare con la Serbia ortodossa, ed \u00e8 inoltre desiderabile neutralizzare (meglio ancora, trarre dalla propria parte) i paesi ortodossi (Bulgaria, Romania, Grecia, Macedonia ecc.), favorendo il loro allontanamento dalla NATO.<br>Altro importante patto \u00e8 l&#8217;alleanza militare di Mosca con India e Cina. (Sebbene sperare in una stretta relazione geopolitica con la Cina sia scarsamente possibile, dal momento che fra Mosca e Pechino esistono troppe contraddizioni strategiche, e verosimilmente in una situazione critica la Cina agir\u00e0 da base costiera dell&#8217;atlantismo).<br>Parallelamente alla conclusione di patti militari nel quadro dell&#8217;Eurasia, \u00e8 necessario coadiuvare attivamente i processi di frazionamento dell\u2019unit\u00e0 dei paesi NATO e contribuire alla neutralit\u00e0 strategica della regione Centro-europea (pi\u00f9 in generale, dell\u2019intera Europa) e della regione del Pacifico.<br>Molto importante per la conclusione di tali patti strategici \u00e8 dimostrare che non \u00e8 in questione la somiglianza religiosa, ideologica o politica dei partecipanti al Blocco Eurasista, ma l\u2019unit\u00e0 dello scopo comune \u2013 l\u2019opposizione all\u2019egemonia atlantista, all\u2019instaurazione privatistica del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb degli USA ed al \u00abgoverno mondiale\u00bb oligarchico. Quindi una determinata alleanza militare persegue un fine difensivo e, quel che pi\u00f9 conta, di liberazione, garantendo condizioni geopolitiche di sovranit\u00e0 di tutti gli stati e i popoli di fronte all\u2019offensiva planetario del modello mondialista, che comporta la privazione di tale sovranit\u00e0.<\/li><li>comunit\u00e0 di servizi informativi eurasisti di \u00abtipo nuovo\u00bb Per l\u2019efficace conduzione di una politica eurasista la Russia necessita di una profonda riforma dei sistemi militari di intelligence e particolarmente dei servizi di informazione e controinformazione. E\u2019 necessario istituire una struttura informativa di nuovo tipo, analoga ai servizi informativi geopolitici dell\u2019atlantismo, che agisca anche a livello sovrastatale e sovranazionale, guidata non soltanto dagli interessi della Russia, ma dalle priorit\u00e0 geopolitiche e di civilt\u00e0 della creazione di un ampio Blocco Eurasista. Direttrici di riferimento di tali servizi segreti geopolitici devono diventare:<br>1) la creazione (o ricostruzione) di una lobby geopolitica eurasista nei paesi stranieri e in Occidente (con l\u2019interazione di tutte le forze sociali, politiche, culturali, religiose ed ideologiche che, per un motivo o per l\u2019altro, dissentono con l\u2019instaurazione del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb, con la supremazia totalitaria della \u00abideologia liberale\u00bb, ecc.).<br>2) l&#8217;organizzazione di una costante tendenza filo-eurasista, integrazionista nell&#8217;ambito delle \u00e9lite politiche, culturali ed economiche dei paesi potenziali alleati della Russia nel Blocco Eurasista.<br>3) la delimitazione operativa, identificazione, isolamento ed eliminazione dei gruppi di influenza geopolitica atlantista attivi in Russia e nelle altre potenze eurasiatiche a noi amiche.<\/li><li>manipolazione dei processi caotici<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La probabilit\u00e0 del verificarsi in futuro di processi caotici su scala mondiale, legati a catastrofi sociali, ecologiche, tecniche e psicologiche, viene valutata dagli esperti atlantisti come uno spettro di \u00abnuove sfide\u00bb al dominio americano e alla stabilit\u00e0 del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb. Il fattore caotico, in questo modo, diventa un importante strumento per la conduzione della strategia eurasista. La manipolazione artificiale di questo fattore, ed il suo impiego controllato e limitato a fini strategici rappresenta una importante direttrice di elaborazione strategica del Progetto Eurasista nella sua componente cratopolitica (di forza).<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di funzionamento dei mezzi di informazione di massa: i mass-media eurasisti<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>mass-media controllati dall&#8217;Eurasia Il fattore di influenza dei mezzi di informazione di massa nella realt\u00e0 contemporanea \u00e8 talmente noto che questo campo diviene un importantissimo fattore strategico. Per questo motivo il Progetto Eurasista in larga misura dipende dal controllo del centro strategico eurasista sul sistema dei mass-media russi e dei mass-media degli altri potenziali partecipanti al Blocco Eurasista, ed anche dall&#8217;efficace propagazione della linea eurasista nello spazio informativo generale. Nelle condizioni del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb proprio la mediocrazia svolge il ruolo centrale nella programmazione sociale della popolazione terrestre per l&#8217;introduzione dell&#8217;assetto civilizzazionale costituente del mondialismo. La mondializzazione dei mass-media precede quindi l&#8217;instaurazione del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb a livello politico, preparandola.<br>I mass-media eurasisti devono svolgere una funzione esattamente opposta, creando coerentemente le basi psicologiche per l&#8217;adozione del Progetto Eurasista alternativo e quindi proiettandole su di un pubblico sia interno, sia esterno. I mass-media eurasisti devono possedere una scala di diffusione planetaria.<\/li><li>vantaggi dei mass-media interattivi di nuova generazione<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo dei sistemi di informazione determiner\u00e0 in breve tempo l&#8217;universale diffusione di strumenti di comunicazione interattiva, quali la rete Internet. Negli ambienti interattivi all&#8217;utente \u00e8 data una libert\u00e0 di scelta fra fonti di informazione incomparabilmente pi\u00f9 ampia che nel caso dei mass-media tradizionali. Lo sviluppo tecnologico dei sistemi interattivi fa s\u00ec che il ricettore dell&#8217;informazione gradualmente si avvicini al potenziale tecnico del suo creatore e diffusore, cosa che era esclusa dalle condizioni di funzionamento dei mass-media tradizionali. Il Progetto Eurasista deve favorire questa tendenza tecnologica, ed insieme con un efficiente usi dei mass-media tradizionali \u00e8 chiaramente necessario sviluppare una rete eurasista di informazione interattiva, preparazione della piattaforma logistica per la creazione della \u00abEurasia virtuale\u00bb \u2013 sistema di mass-media interattivi stabilmente portatore di un&#8217;introduzione informativo-analitica, psicologica e culturale ai princ\u00ecpi della coscienza eurasista, alternativa in rapporto al clich\u00e9 del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>tre stadi di sviluppo dei mass-media eurasisti A livello di strategia generale dei mass-media eurasisti vanno delineati tre stadi, che possono essere realizzati parallelamente<br>1) opposizione alla mondializzazione dei mass-media secondo lo schema dell&#8217;ordine atlantista (a questo scopo, usare efficacemente le specificit\u00e0 delle trasmissioni e della stampa locale, la localizzazione, la connessione all&#8217;ambiente linguistico, l&#8217;opposizione diretta e il sabotaggio dei progetti universalistici, tipo CNN, BBC ecc.)<br>2) sviluppo di mass-media nazionali, controllati da istanze statali legate ad una pianificazione strategica<br>3) creazione di un sistema alternativo planetario di mass-media, portatore della linea eurasista nella chiarificazione informativa ed analitica degli eventi fondamentali.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il nostro ideale di sistema giuridico: il \u00abdiritto dei popoli\u00bb<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>transizione al concetto di \u00abdiritto dei popoli\u00bb<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il Progetto Eurasista richiede una revisione su vasta scala delle categorie giuridiche dominanti nel mondo occidentale, a prima di tutto del concetto di \u00abdiritti umani\u00bb, assiale per la civilizzazione atlantista. La teoria giuridica dei \u00abdiritti umani\u00bb quale base del diritto universale \u00e8 la tappa conclusiva dell&#8217;affermazione della filosofia dell&#8217;individualismo in Occidente. Il concetto di \u00abdiritti umani\u00bb \u00e8 inseparabile dalle restanti tendenze fondamentali del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb e ne \u00e8 la sua espressione giuridica. L&#8217;alternativa eurasista assume a fondamento un concetto giuridico completamente diverso \u2013 il concetto di \u00abdiritto dei popoli\u00bb o di \u00abdiritto delle comunit\u00e0\u00bb. Il concetto di \u00abpopolo\u00bb deve essere assunto come categoria giuridica fondamentale, quale principale soggetto del diritto internazionale e civile. In tale modello sorge uno schema completamente nuovo di mutue relazioni giuridiche fra il cittadino e la suprema autorit\u00e0 legislativa, tradizionalmente legata allo Stato ma \u2013 nelle condizioni del \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb &#8211; gradualmente spodestata dall&#8217;istanza del \u00abgoverno mondiale\u00bb. Al centro del diritto eurasista \u00e8 il popolo, quale soggetto giuridico fondamentale. Il cittadino, l&#8217;individuo \u00e8 giuridicamente responsabile di fronte al suo popolo ed al regime legittimo di questo, storicamente formatosi in base a molteplici fattori \u2013 religiosi, etnici, culturali ecc. L&#8217;appartenenza etnica, religiosa e culturale pone il cittadino in questo o quel differente contesto giuridico. Gli stessi popoli nella persona delle loro istanze elitarie plenipotenziarie (definite esse stesse secondo metodi differenti, sulla base della tradizione) sono giuridicamente responsabili nei confronti del governo supremo del blocco geopolitico \u2013 dell&#8217;organo supremo della federazione eurasista. In questo modo, il modello giuridico eurasista rappresenta la combinazione fra diritto federativo, dove il soggetto di diritto pieno della federazione eurasista \u00e8 il \u00abpopolo\u00bb, e \u00abdiritto strategico\u00bb, che regola le relazioni reciproche fra i soggetti della federazione, da una parte, e fra ciascuno di essi e l&#8217;autorit\u00e0 centrale, dall&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>giurisprudenza \u00abdiscriminante\u00bb Il modello giuridico eurasista si fonda sull&#8217;approccio differenziato al codice di diritto civile e criminale, in dipendenza del contesto nazionale o regionale. Speciale attenzione \u00e8 attribuita al recupero dei fondamenti dei modelli giuridici religiosi, che avvicinano normativa confessionale, sociale e morale e attribuiscono al campo legislativo carattere confessionale ed etico. Le variazioni di istituzioni giuridiche nei vari contesti etnici culturali e confessionali possono essere le pi\u00f9 ampie e multiformi. Solo una minima parte degli articoli dei documenti giuridici tocca il livello strategico. Primo imperativo categorico di ciascun cittadino \u2013 indipendente dalla appartenenza confessionale ed etnica \u2013 \u00e8 mantenere la propria lealt\u00e0 verso lo Stato eurasista.<\/li><li>sistema geo-giuridico, codici speciali per gli agglomerati pluriconfessionali e le megalopoli Oltre al condizionamento della multiformit\u00e0 etnica e confessionale sui sistemi legali, variazioni giuridiche possono presentarsi anche nella legislazione delle singole unit\u00e0 amministrative, in conformit\u00e0 ai tratti regionali. Oltre a ci\u00f2 gli agglomerati complessi e le megalopoli multietniche e pluriconfessionali, ed anche i settori con caratteristiche socio-professionali particolari, possono possedere nei propri codici legali differenze significative, riflesso di specificit\u00e0 concrete.<\/li><li>sistema eco-giuridico I fattori ecologici devono ricevere un posto di rilievo nel diritto eurasista, consolidando per via legislativa le norme di approccio ecologico all\u2019ambiente circostante.<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Programma e obiettivi del progetto politico eurasiatico per &#8216;Italia Il nostro paese ha bisogno, in questo delicatissimo momento storico di destabilizzazione culturale e politica, di guardare alla Russia come ad una bussola morale ed ispiratrice per ritrovare quell&#8217;orgoglio nazionale mai perso, ma solamente sopito da una strumentalizzazione a scopi politici del pubblico sentimento. Allo stesso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"footnotes":""},"class_list":["post-348","page","type-page","status-publish","hentry"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=348"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":479,"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/348\/revisions\/479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}