{"id":198,"date":"2022-08-09T21:07:28","date_gmt":"2022-08-09T21:07:28","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/?page_id=198"},"modified":"2022-10-22T19:49:20","modified_gmt":"2022-10-22T19:49:20","slug":"provenienza-e-continuita-storica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/index.php\/provenienza-e-continuita-storica\/","title":{"rendered":"Provenienza e continuit\u00e0 storica"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Movimento Sociale Eurasia \u00e8, dal 2018, il nuovo &#8220;secondo nome&#8221; dello storico Movimento Sociale Europeo (European Social Movement, MSE &#8211; ESM) fondato nel 1950 da Ernesto De Marsanich (segretario e deputato del Movimento Sociale Italiano) e rifondato nel 2000 da Roberto Bigliardo (vice segretario ed eurodeputato della Fiamma Tricolore). Il MSE \u00e8 un movimento politico e culturale, militante, apartitico e transnazionale, tradizionalista e patriottico. Il MSE si ispira a Julius Evola ed Ezra Pound, raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 ideale di Junio Valerio Borghese, Pio Filippani Ronconi, Jean Thiriart, Giovanni Gentile e Jean Marie Le Pen, fondendola con le teorie geopolitiche eurasiatiche e multipolari del filosofo tradizionalista russo ortodosso Aleksandr Dugin.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L&#8217;eredit\u00e0 ideologica e filosofica che il Movimento Sociale Eurasia ha raccolto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>M.S.E. Movimento Sociale Eurasia, si rif\u00e0 a quella destra radicale caratterizzata fortemente da un&#8217;impronta spirituale e filosofica, influenzata da Gabriele D&#8217;Annunzio e che ad oggi non ignora le posteriori riflessioni esistenziali di Erich Fromm in &#8220;Avere o Essere&#8221;, rifacendosi a sistemi filosofici ed ideali in grado di stimolare evoluzioni interiori significative e consapevoli. Chi sceglie la destra radicale consapevolmente, non lo fa limitandosi ad un semplice progetto politico, ma si distingue per l&#8217;ambizione e la lungimiranza di fissare per s\u00e9 stesso sempre nuove sfide, volte al proprio perfezionamento, attraverso il conseguimento di traguardi di volta in volta superiori, da ottenere ispirandosi ad ideali e modi di essere che elevino dalla propria condizione attuale, in una ricerca che Julius Evola avrebbe definito processo dell&#8217;Individuo Assoluto, ovvero una interpretazione di ogni fatto, fenomeno o esperienza in funzione del processo interiore che persegue consapevolmente l&#8217;obiettivo della propria realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale prospettiva, ispira implicitamente una tendenza a qualificare e a quantificare prerogative, pregi e caratteristiche delle persone, respingendo con forza il paradigma &#8220;egalitario&#8221; tanto caro, abusato, e strumentalizzato politicamente dalle sinistre, ma adottando piuttosto criteri marcatamente meritocratici, ben consapevoli che i talenti e le eccellenze esistono e non meritano di essere mortificati da sistemi di pensiero grossolani e ideologicamente falsi come il &#8220;politicamente corretto&#8221; o altre impostazioni di pensiero intellettualmente disoneste, che hanno come scopo, unicamente quello di neutralizzare individui scomodi per dei talenti o per delle idee, che altrimenti non si saprebbero mettere a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p>La destra radicale, storicamente ha profonde radici tradizionali e spirituali, ma non per questo i suoi valori possono dirsi estranei a persone atee o agnostiche, in quanto si rifanno a principi di portata universale, che mettono al centro essenzialmente la consapevolezza delle finalit\u00e0 della vita, nella loro interezza e complessit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>La destra radicale odierna, riconosce nella Destra Tradizionale, la propria fonte di ispirazione, non di meno, \u00e8 nota la connotazione fortemente filosofica e spirituale dell&#8217;ultima, che tuttavia, non ha mai suggerito o ispirato in alcun modo, l&#8217;istituzione di una religione di Stato, ma ha sempre riconosciuto l\u2019importanza e l\u2019inviolabilit\u00e0 della sfera individuale sacra, nonch\u00e9 del ruolo positivo che essa ha all\u2019interno della societ\u00e0, come fattore aggregante e come mezzo per mettere a fuoco le proprie priorit\u00e0 interiori, mettendo in secondo piano i costi e le conseguenze materiali, intese come il prezzo psicologico o materiale derivante dalle conseguenze delle proprie scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>La concezione della Destra Tradizionale, di una legge morale e divina, ontologicamente superiore anche all\u2019autorit\u00e0 dello Stato, paradossalmente, non \u00e8 incompatibile nemmeno con chi fosse non credente, dal momento che la radice di tali convinzioni non poggia su di un mero atto di fede dogmatico, ma bens\u00ec su di una <em>forma mentis<\/em> e su di una gamma di prospettive adottata per osservare le cose, che pongono come obiettivi, traguardi estremamente lucidi e consapevoli, quali la dignit\u00e0 individuale, il rispetto per i propri talenti ed il dovere di metterli a frutto per il bene proprio e della societ\u00e0. Queste scelte che la Destra Tradizionale ispirava, mettevano dunque in risalto l&#8217;esistenza di una legge morale, la cui rilevanza gerarchica non pu\u00f2 che collocarsi al di sopra della cosiddetta \u201clegge naturale\u201d, come la salute o la stessa sopravvivenza, ovvero una legge definibile divina le cui fondamenta poggiano sul baricentro della dignit\u00e0 e del valore personale e spirituale, attribuiti all&#8217;individuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa impostazione di valori cos\u00ec netta e congruente con il rispetto e sviluppo degli aspetti umani pi\u00f9 profondi e significativi, mortifica e svilisce irrimediabilmente il materialismo ed ogni sua corrente affine o collaterale, come l&#8217;Illuminismo o il positivismo, mettendone in evidenza per converso i limiti, a tal punto da renderne innegabile la superficialit\u00e0 e l&#8217;inadeguatezza di fronte alle necessit\u00e0 dell\u2019essere umano nella sua profonda, complessa, sofisticata e variegata struttura interiore, che non pu\u00f2 certo essere liquidata o gestita con sistemi di pensiero cos\u00ec filosoficamente miopi e dall&#8217;applicazione tanto lineare.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019innanzi tali considerazioni, come non pensare al viscido quanto persistente totalitarismo, imposto con il pretesto sanitario negli ultimi due anni, il quale sbandiera come proprio vessillo, proprio la prospettiva materialistica e positivistica figlia dell\u2019arrogante e ottuso Illuminismo, antropocentrico al punto da trasmettere il messaggio che nulla pu\u00f2 avere pi\u00f9 valore della vita stessa e che d\u2019innanzi al rischio di perderla, nulla ha pi\u00f9 valore, ne la dignit\u00e0, ne i diritti civili o costituzionali, ne la propria libert\u00e0, ancor meno le nostre relazioni interpersonali o le nostre aspirazioni, al punto da domandarsi che differenza rimanga tra l\u2019uomo che vogliono plasmare coattivamente attraverso tale rivoluzione culturale anti-valoriale ed un animale da allevamento intensivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il volano ideologico che irradia il progetto politico della Destra Radicale odierna, il quale pertanto non pu\u00f2 essere considerato un tentativo di restaurare il regime fascista, ma un rifarsi ad un insieme di valori e di ideali nella loro forma originaria, le cui radici sono ben anteriori al ventennio ed \u00e8 in tale luce che ci identifichiamo nelle parole di Augusto De Marsanich:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u201cNon restaurare, non rinnegare\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio questa prospettiva essenzialmente volta al trascendente, di costruire il mondo esterno (dunque la societ\u00e0), avendo come punto di riferimento e baricentro le ragioni pi\u00f9 profonde della propria esistenza, la Destra Tradizionale tendeva a trasmettere alle nuove generazioni, i valori del coraggio e dello sprezzo del pericolo, quando in ballo ci fosse stata la difesa di valori ritenuti superiori alla nuda esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio per questo la Destra Radicale oggi &#8211; in tempi di pieno totalitarismo tecno-sanitario &#8211; fa tanta paura, dal momento che la sua radicalit\u00e0 non ammette compromessi con la menzogna e soprattutto, tale radicalit\u00e0 \u00e8 dovuta ad una scelta consapevole, determinata da passaggi estremamente coerenti con la salvaguardia delle sfere interiori umane pi\u00f9 significative e determinanti. Non di meno, la Destra Radicale, \u00e8 estremamente temuta anche perch\u00e9 rappresentando la pi\u00f9 naturale, spontanea e genuina reazione dell\u2019uomo consapevole di s\u00e9, alla sorda oppressione subita dal materialismo, risulta particolarmente temibile da quelle forze che fanno della prospettiva materialista il baricentro delle proprie proposte politiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>In ultima analisi, la Destra Radicale attualmente spaventa l\u2019establishment politico al comando, perch\u00e9 da una risposta talmente netta da essere particolarmente difficile da contestare sensatamente e con successo in un contraddittorio onesto, dove non si tenti di liquidare l\u2019impostazione ideologica e filosofica della Destra Tradizionale con la miserevole stampella di banali etichette, volte a censurare vigliaccamente la discussione a priori, piuttosto che affrontarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono proprio i recenti e fragili paradigmi bio-securitari, riproposti come dischi rotti nella loro puerile e grottesca ipocrisia, oramai da due anni e su cui viene basato l\u2019intero impianto dell\u2019attuale regime sanitar-totalitario dissimulato, a temere pi\u00f9 di ogni cosa lo scontro con un\u2019ideologia priva di ambiguit\u00e0, diretta, risolta e consapevole come quella della destra radicale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aggressivit\u00e0 e le durezza che talvolta caratterizzano il pensiero della Destra Tradizionale, e che dall\u2019esterno possono sembrare eccessive ad occhio profano, sono riconducibili proprio a questa essenza profondamente consapevole di tutto ci\u00f2 che \u00e8 la natura umana, a tal punto da non poter accettare, proprio per via della sua genuina consapevolezza, lo svilimento insultante, ottuso e volgare che le tecnocrazie sanitarie tentano di imporre attraverso una meschina, manipolativa e criminale colpevolizzazione del cittadino. La Destra Radicale \u00e8 in realt\u00e0 frutto di un processo interiore talmente consapevole, che chi ne abbraccia e comprende l\u2019essenza, non pu\u00f2 pi\u00f9 reggere l\u2019umiliazione di esser vilipeso da tali volgari e grossolani attentati alla libert\u00e0, e questo spaventa gli intellettuali e gli abili oratori o politicanti in malafede, perch\u00e9 l\u2019onest\u00e0 intellettuale del pensiero di destra radicale, non fa essenzialmente distinzione tra violenza psicologica e fisica, non nascondendosi dunque vigliaccamente dietro la retorica, per nuocere al nemico lanciando il sasso e nascondendo la mano. Questo implica automaticamente un desiderio di giustizia, affinch\u00e9 i tribunali si occupino di chi ha abusato in maniera tanto grave ed in misura cos\u00ec estesa e spregiudicata, ai danni del bene pubblico, per favorire interessi economici che sono risaputi abbondantemente, di esser privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa base ideologica e filosofica, fondata su di una dinamica introspettiva solida e coerente, si staglia la consapevolezza che un processo collettivo e sociale, qualsiasi esso sia, per non risultare in una ignobile manipolazione ai danni della popolazione, implica necessariamente, da parte del popolo coinvolto in tale processo, una compartecipazione attiva, che implichi la consapevolezza del fine verso il quale si vuol progredire; non pu\u00f2 esistere alcun balzo evolutivo a livello sociale, antropologico o di costume, senza un coinvolgimento aperto, diretto e reale delle parti coinvolte, e per fare questo, al primo posto ci devono essere presupposti tangibili &#8211; che siano coerenti e chiaramente percepibili senza ambiguit\u00e0 &#8211; con le finalit\u00e0 dell&#8217;esistenza umana. Dunque, senza la base di una morale filosofica ed umanistica, dalla quale dispiegare scelte politiche coerenti innanzitutto in tal senso, non pu\u00f2 esservi inclusione di una adeguata dimensione psicologica, intellettuale e sociale, rendendo ogni altro tentativo di governo, inadatto, perch\u00e9 disumano, dunque disumanizzante e tossico per la popolazione stessa.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Origine dell&#8217; M.S.I. Movimento Sociale Italiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Fondato il 12 novembre 1946 come Movimento Italiano di Unit\u00e0 Sociale da Giorgio Almirante, Giorgio Bacchi, Cesco Giulio Baghinoe altri veterani della Repubblica Sociale Italiana. La costituzione ufficiale del partito aveva lo scopo di dare una veste ufficiale ai due rappresentanti, Baghino e Almirante, prima della riunione del 3 dicembre 1946 tra i rappresentanti di diversi gruppi come il Fronte dell&#8217;Italiano, il Movimento Italiano di Unit\u00e0 Sociale, il Fronte del Lavoro e il Gruppo reduci indipendenti, giunti l\u00ec per coordinare la stipula dell&#8217;atto costitutivo di ci\u00f2 che sarebbe stato il Movimento Sociale Italiano (M.S.I.), che avvenne il 26 dicembre successivo, nello studio del padre di Arturo Michelini, dove erano presenti anche Pino Romualdi, Giorgio Almirante, Biagio Pace; in tale occasione avvenne anche avvenne la nomina della giunta esecutiva, formata da Giacinto Trevisonno, Raffaele Di Lauro, Alfonso Mario Cassiano, Giovanni Tonelli e Carlo Guidoboni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-284\" width=\"234\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1.png 800w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1-300x300.png 300w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1-150x150.png 150w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1-768x768.png 768w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1-696x696.png 696w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1947-1972-1-420x420.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><figcaption>Simbolo del Partito in uso dal 1947 al 1972<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dopo il 1972, il movimento modifica la nomenclatura in Movimento Sociale Italiano &#8211; Destra Nazionale (MSI-DN), mantenendo posizioni affini alla destra radicale di stampo conservatore, tanto da esser gi\u00e0 fucina di posizioni scettiche verso la bont\u00e0 della globalizzazione e del libero mercato, dimostrata apertamente anche e non solo in occasione dell&#8217;adesione dell&#8217;Italia al trattato di Maastricht e delle privatizzazioni di Amato, dimostrandosi forse l\u2019unico movimento politico in grado di vederci cos\u00ec lungo in tema della pericolosit\u00e0 sociale potenziale, che avrebbero potuto sviluppare e scatenare le grandi corporation, come stiamo attualmente vedendo e sperimentando.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1947, il Movimento Sociale ha come simbolo la fiamma tricolore, spesso identificata in quella che arde sulla tomba di Mussolini, tuttavia non va interpretata come un desiderio anacronistico di riportare in auge il regime fascista, ma come omaggio alla passione e a determinati aspetti del ventennio, ben riassunto dal \u00abNon rinnegare, non restaurare\u00bb coniata da Augusto De Marsanich, segretario dal 1950 al 1954 e presidente dal 1954 al 1972.<\/p>\n\n\n\n<p>La dizione &#8220;Destra Nazionale&#8221; risale all&#8217;unione con il Partito Democratico Italiano di Unit\u00e0 Monarchica del 1972.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-200\" width=\"211\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994.png 800w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994-300x300.png 300w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994-150x150.png 150w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994-768x768.png 768w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994-696x696.png 696w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1972-1975-1977-1994-420x420.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><figcaption>Simbolo del Partito utilizzato dal 1972 al 1975 e dal 1977 al 1994<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il partito, di cui Giorgio Almirante fu cos\u00ec il successivo segretario, ricevette inizialmente l&#8217;appoggio del generale Rodolfo Graziani, ed ebbe il suo battesimo elettorale nel settembre 1947, alle comunali di Roma, quando il MSI riusc\u00ec a eleggere tre consiglieri comunali e da l\u00ec a poco ader\u00ec al MSI il primo parlamentare nella Costituente: nel febbraio 1948 fu accettata l&#8217;adesione del palermitano Guido Russo Perez. Furono le elezioni politiche dell&#8217;aprile 1948, che fu il primo vero test nazionale, quando ottenne il 2,01 % dei voti alla Camera dei deputati, eleggendo sei deputati: lo stesso Almirante, Roberto Mieville, Arturo Michelini, Giovanni Roberti, Guido Russo Perez e Luigi Filosa; e lo 0,89 % al Senato della Repubblica. Subito dopo il voto ader\u00ec al MSI il senatore Enea Franza, eletto nelle liste di una lista civica, &#8220;Democrazia del Lavoro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo congresso del partito si svolse a Napoli tra il 27 e il 29 giugno 1948 e il comitato centrale approv\u00f2 tre relazioni, di cui una particolarmente emblematica se messa in relazione con il quadro politico attuale, tale relazione era quella sulla Politica Estera, che si esprimeva con un rifiuto nei confronti del Trattato di Parigi, che istituisce la Comunit\u00e0 europea del carbone e dell&#8217;acciaio (CECA), firmato a Parigi da Belgio, Francia, Italia, Repubblica Federale Tedesca, Lussemburgo e Paesi Bassi, per una durata di 50 anni. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1950 fu eletto nuovo segretario Augusto De Marsanich sostenitore della linea cattolica e favorevole all&#8217;accordo con i monarchici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle elezioni amministrative del 1951 e poi del 1952 vi fu l&#8217;apparentamento col Partito Nazionale Monarchico e l&#8217;alleanza ottenne un buon successo, conquistando in particolare molte citt\u00e0 del sud Italia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"250\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/convegno-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-681\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/convegno-2.jpg 375w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/convegno-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dopo le politiche del 1953, al IV Congresso del partito tenutosi a Viareggio nel gennaio del 1954, divenne segretario del MSI Arturo Michelini. Michelini rappresentava la corrente moderata e filoborghese, in politica estera era filo-atlantico e proprio durante la segreteria di Michelini il movimento accett\u00f2 l&#8217;Alleanza Atlantica, contrapponendosi alla corrente micheliniana quella di coloro che avevano partecipato alla guerra dalla parte della Repubblica Sociale, tendenzialmente antiborghese e anticapitalista sul piano sociale ed economico nonch\u00e9 anti-atlantista su quello politico; a guidare questa corrente era Giorgio Almirante. A seguito dell&#8217;elezione di Michelini la componente spiritualista ed evoliana di Pino Rauti, Sergio Baldassini e Clemente Graziani, per marcare la lontananza politica dal neosegretario, si riun\u00ec nella corrente di Ordine Nuovo, che per\u00f2 rimase inizialmente come realt\u00e0 all&#8217;interno dell\u2019MSI.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-201\" width=\"177\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977.png 800w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977-300x300.png 300w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977-150x150.png 150w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977-768x768.png 768w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977-696x696.png 696w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/MSI-1975-1977-420x420.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/><figcaption>Simbolo del Partito utilizzato dal 1975 al 1977<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In occasione del V congresso, tenutosi nel 1956 a Milano, dove Michelini veniva confermato segretario, ci fu la scissione dal partito di un gruppo di dirigenti guidati da Pino Rauti, con la trasformazione della propria corrente nel Centro Studi Ordine Nuovo, uscendo dal MSI.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1956 il MSI siciliano entr\u00f2 nell&#8217;area di maggioranza e di governo, dapprima dall&#8217;esterno con la giunta di Giuseppe La Loggia (DC) e poi, dal 1958, partecipando alla prima fase del milazzismo, stagione politica iniziatasi quando il democristiano Silvio Milazzo fu eletto presidente della Regione Siciliana dai partiti di destra e di sinistra. Nel primo governo Milazzo entrarono anche esponenti missini e il MSI govern\u00f2 insieme al PSI e al PCI, con l&#8217;assenso di Michelini e Togliatti, fino alle elezioni regionali del giugno 1959. Nelle successive giunte Milazzo, conclusesi nel 1960, l\u2019MSI torn\u00f2 all&#8217;opposizione, insieme alla DC.<\/p>\n\n\n\n<p>Degna di nota, l\u2019ennesima vicinanza politica agli interessi italiani da parte dell\u2019MSI Micheliniano, che fu vicino ad Enrico Mattei e alle politiche della sua ENI tanto da essere da esso sostenuto e da difenderlo contro la stampa pi\u00f9 atlantista.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Michelini si torn\u00f2 alla segreteria di Almirante, ed il fattore decisivo affinch\u00e9 ci\u00f2 avvenisse, fu per via del fatto che, pur essendo all&#8217;interno della nuova corrente maggioritaria e moderata di Michelini, non aveva mai rinunciato a essere il punto di riferimento della base pi\u00f9 movimentista e antisistema, di fatti, a seguito della sua elezione alla segreteria rientrarono nel partito parte dei dissidenti del Centro Studi Ordine Nuovo guidati da Pino Rauti. Almirante, dopo gli anni di immobilismo di Michelini, oper\u00f2 immediatamente un riassetto organizzativo e ideologico del partito e grazie alle sue grandi capacit\u00e0 oratorie e politiche, seppe costituire un compatto ed affiatato partito anti-sistema.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"250\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/A2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-680\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/A2-1.jpg 600w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/A2-1-300x125.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel febbraio del 1972 Almirante riusc\u00ec a formare un&#8217;alleanza con il Partito Democratico Italiano di Unit\u00e0 Monarchica, una delle maggiori formazioni monarchiche italiane, da cui deriv\u00f2 anche un mutamento di denominazione del partito, da quel momento chiamato Movimento Sociale Italiano \u2013 Destra Nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 10 luglio 1972 il Consiglio Nazionale del PDIUM deliber\u00f2 lo scioglimento del partito e la confluenza nel Movimento Sociale Italiano \u2013 Destra Nazionale, con una piccola parte del partito, pi\u00f9 legata all&#8217;ispirazione liberale e risorgimentale, che rifiut\u00f2 di entrare del MSI-DN e dette vita ad Alleanza Monarchica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il congresso del gennaio 1973 introdusse ufficialmente il nuovo nome nello statuto del partito, eleggendo segretario Giorgio Almirante, presidenti l&#8217;ex monarchico Alfredo Covelli e l&#8217;ammiraglio Gino Birindelli, presidente del Consiglio nazionale l&#8217;ex monarchico Achille Lauro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel gennaio 1975, come evoluzione della Destra Nazionale, fu creata da Almirante la &#8220;Costituente di destra per la libert\u00e0&#8221;, a cui aderirono in funzione anticomunista anche personalit\u00e0 antifasciste: l&#8217;ex deputato DC Enzo Giacchero, che era stato comandante partigiano, ne fu il presidente, l&#8217;ex parlamentare DC Agostino Greggi, che ne fu il segretario, e il generale Giulio Cesare Graziani. Ripetendo la strategia delle elezioni politiche del 1972, dove fu eletto l&#8217;ammiraglio Gino Birindelli (medaglia d&#8217;oro al V.M.), il MSI-DN fece ripetute e franche aperture all&#8217;elettorato militare, col quale effettivamente si stabil\u00ec una vicinanza: alcuni esponenti delle forze armate furono candidati nelle sue file, come Vito Miceli (che fu poi eletto).<\/p>\n\n\n\n<p>Le elezioni del 1976 per\u00f2 registrarono un calo rispetto al successo del 1972 e pochi mesi dopo vi fu una scissione nei gruppi parlamentari: gli esponenti della corrente moderata Democrazia Nazionale uscirono dai gruppi MSI-DN e ne formarono dei propri, intendendo cos\u00ec collocarsi dentro l&#8217;arco costituzionale; a questi gruppi ader\u00ec la maggioranza dei parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019MSI si avviava cos\u00ec all&#8217;XI congresso del gennaio 1977 diviso in quattro correnti: quella maggioritaria detta Unit\u00e0 nella chiarezza di Almirante e Romualdi, quella detta Destra popolare di Massimo Anderson e del mondo giovanile, quella detta Democrazia Nazionale di Ernesto De Marzio e Gastone Nencioni e infine quella detta Linea Futura di Pino Rauti. Democrazia Nazionale tuttavia usc\u00ec dal MSI prima dell&#8217;assise per trasformarsi il 20 gennaio 1977 in un nuovo partito. Almirante riusc\u00ec a far cambiare lo statuto del partito: da questo momento il segretario nazionale sarebbe stato eletto direttamente dal congresso, e non come precedentemente avveniva da parte dal comitato centrale o dalla direzione nazionale. Unit\u00e0 nella chiarezza fu la pi\u00f9 votata, seguita da Linea Futura e Destra Popolare: Almirante fu confermato segretario. Pochi mesi dopo Massimo Anderson e alcuni esponenti di Destra popolare uscirono dal partito per aderire a DN.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1978 il MSI-DN, ancora dimezzato nei gruppi parlamentari, fu promotore dell&#8217;Eurodestra, un accordo con altri movimenti di estrema destra europei come il francese Parti des Forces Nouvelles di Jean-Louis Tixier-Vignancour, lo spagnolo Fuerza Nueva di Blas Pi\u00f1ar e il greco Unione Politica Nazionale. Alle elezioni europee del 1979, tuttavia, solo il MSI-DN riusc\u00ec a ottenere degli eletti, quattro, che finirono nel Gruppo dei non iscritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista tematico, il partito insist\u00e9 sulla \u00abcrisi del sistema\u00bb, ovvero sull&#8217;inadeguatezza della struttura istituzionale del paese ai suoi reali bisogni, testimoniata d&#8217;altra parte dall&#8217;enorme instabilit\u00e0 politica di cui a molti anni dalla nascita continuava a soffrire. Fu proposta anche una forma di governo alternativo basata sul modello della repubblica presidenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito alle elezioni europee del 1984 il MSI-DN ottiene il 6,47% e 5 europarlamentari che, insieme con gli eurodeputati del Front National, formano il Gruppo delle Destre Europee al Parlamento europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1987 le condizioni di salute obbligarono Almirante ad abbandonare la segreteria del partito, indicando come proprio delfino Gianfranco Fini, gi\u00e0 segretario del Fronte della Giovent\u00f9. Al XV congresso tenutosi a Sorrento quattro candidati si contesero la carica di segretario:<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 gennaio 1988 Almirante venne eletto presidente del partito dalla maggioranza del comitato centrale. Il 21 maggio 1988 scomparve Pino Romualdi e il giorno seguente mor\u00ec Giorgio Almirante. Per loro si svolsero esequie comuni a Roma, in Piazza Navona, mentre alla camera ardente arrivarono anche i comunisti Nilde Iotti (allora Presidente della Camera) e Giancarlo Pajetta (storico leader del PCI).<\/p>\n\n\n\n<p>Al congresso del 1990 Rauti, alleatosi con Mennitti, Lo Porto, Pazzaglia e Pisan\u00f2, riusc\u00ec a essere eletto segretario del partito al posto di Fini ma, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative e alle regionali in Sicilia del 1991, dalle quali il MSI usc\u00ec praticamente dimezzato, Rauti si dimise e il comitato centrale rielesse segretario Gianfranco Fini, che prevalse sul rautiano Domenico Mennitti.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi anni 1990 furono critici per il partito, ormai in piena crisi di identit\u00e0 e a rischio di scomparsa dopo il referendum sul sistema elettorale e la conseguente approvazione della legge elettorale maggioritaria del 1993. L&#8217;opera di propaganda del partito in questo periodo, alquanto discontinua, era caratterizzata sia da un richiamo al passato fascista, testimoniato dal proposito, espresso da Fini nel 1991, di attuare il fascismo del 2000, o dall&#8217;elezione in parlamento di Alessandra Mussolini nel 1992, o ancora dalla commemorazione del settantesimo anniversario della marcia su Roma sempre nello stesso anno; sia, d&#8217;altra parte, cavalcando nuovamente la protesta anti-sistema, ad esempio attraverso l&#8217;incondizionato sostegno espresso dall&#8217;MSI-DN all&#8217;allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ritenuto uno dei suoi primi &#8220;sdoganatori&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo scoppio di Tangentopoli il MSI-DN condusse un&#8217;energica campagna contro il pentapartito e i cosiddetti \u00abladri di regime\u00bb, dichiarando aperto appoggio ai giudici di Mani pulite e presentandosi con lo slogan \u00abOgni voto una picconata\u00bb alla campagna elettorale del 1992. Il MSI lombardo present\u00f2 una mozione al consiglio regionale della Lombardia in favore del giudice Antonio Di Pietro e dei suoi colleghi impegnati nelle indagini sulle tangenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 aprile 1993, un articolo sul Secolo d&#8217;Italia firmato da Francesco Storace, allora portavoce del segretario del MSI Gianfranco Fini, rilancia l&#8217;idea di una nuova Alleanza Nazionale che associasse i missini con altri personaggi o schieramenti di idee conservatrici, come la destra democristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 24 aprile 1993 la costruzione di Alleanza Nazionale sembrava avviata dal MSI. Anche se l&#8217;idea nell&#8217;immediato venne bocciata, gi\u00e0 a Belluno in giugno si tenne un primo test elettorale e se ne sarebbe discusso per tutta l&#8217;estate del 1993.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa fase Fini present\u00f2 AN come \u00abuna strategia. Non \u00e8 un partito nuovo, ma \u00e8 una politica: chiamare a raccolta tutte quelle categorie, quei ceti economici, quegli spazi della societ\u00e0 che oggi sono liberi perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 dei referenti\u00bb. La speranza del segretario missino \u00e8 \u00abche gi\u00e0 dalle prossime elezioni del 21 novembre\u00bb la strategia di AN \u00absapr\u00e0 evidenziare, con percentuali a due cifre, un polo nazionale di centro destra, che sar\u00e0 la vera novit\u00e0 del panorama politico italiano\u00bb. Lo stesso Fini decise di candidarsi a sindaco di Roma: \u00abPresentiamo liste aperte, cio\u00e8 non solo missine, in molte citt\u00e0, da Cosenza a Pescara a Palermo. Siamo una forza superiore al 10% nel Centro Sud. Se i dati ci daranno ragione si potr\u00e0 cos\u00ec arrivare a edificare un quarto polo nazionale (dopo quelli di sinistra, centro e Lega Nord)\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il MSI-DN riscosse un ottimo successo alle elezioni amministrative del novembre 1993: a Chieti, Benevento, Latina e Caltanissetta i suoi candidati vennero eletti sindaci. Il successo fu rimarcato soprattutto a Roma e a Napoli. Nella capitale il segretario Gianfranco Fini ottiene il 35,5 % e a Napoli Alessandra Mussolini il 31,1 %: entrambi arrivarono al ballottaggio. Il 23 novembre 1993 a Casalecchio di Reno l&#8217;imprenditore Silvio Berlusconi, inaugurando un supermercato, alla domanda di un giornalista per chi avrebbe votato a Roma, a sorpresa rispose: \u00abCertamente Gianfranco Fini\u00bb. Al ballottaggio romano, forse anche grazie alla frase di Berlusconi, Fini raggiunse il 47%.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 26 novembre venne presentato ufficialmente il progetto di AN e nacquero i primi circoli sul territorio, ma solo l&#8217;11 dicembre successivo il Comitato Centrale del partito approv\u00f2 definitivamente la nascita del nuovo Movimento Sociale Italiano \u2013 Alleanza Nazionale, con l&#8217;astensione di dieci dirigenti rautiani.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-202\" width=\"257\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale.png 800w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale-300x300.png 300w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale-150x150.png 150w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale-768x768.png 768w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale-696x696.png 696w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Alleanza-Nazionale-420x420.png 420w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><figcaption>Simbolo del Partito di Alleanza Nazionale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Alle elezioni politiche del 1994 AN si present\u00f2 come alleato di Forza Italia al Sud (all&#8217;interno della coalizione detta Polo del Buon Governo) e non coalizzato al Nord, dove per\u00f2 riusc\u00ec a fare suo il collegio maggioritario di Bolzano. Il partito raggiunse il suo massimo storico e suoi esponenti, per la prima volta nella storia della Repubblica, entrarono a far parte del governo: ministri furono Giuseppe Tatarella come Vicepresidente del Consiglio e ministro delle Telecomunicazioni, Altero Matteoli all&#8217;ambiente e Adriana Poli Bortone all&#8217;agricoltura; altri due ministri, Domenico Fisichella alla cultura, e Publio Fiori ai trasporti, pur eletti con la lista di MSI-AN, non provenivano dalla storia missina. Il governo rimase in carica fino al 17 gennaio 1995.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 gennaio 1995 alle 16,30, il congresso nazionale, preso atto che AN si identificava in massima parte con la storica classe dirigente della Destra italiana, sciolse il MSI-DN per lasciare definitivamente spazio alla sola Alleanza Nazionale. Fu il congresso che sarebbe passato alla storia come \u00absvolta di Fiuggi\u00bb, per via della citt\u00e0 che ospitava l&#8217;ultima assise missina. Da allora il Movimento Sociale Italiano M.S.I. \u00e8 stato sciolto e attualmente ne \u00e8 rimasto consultabile il <a href=\"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/\">sito web<\/a> commemorativo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"197\" height=\"196\" src=\"http:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Movimento-Sociale-Europeo-SMALLER.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-135\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Movimento-Sociale-Europeo-SMALLER.png 197w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Movimento-Sociale-Europeo-SMALLER-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><figcaption>Simbolo del Movimento Sociale Europeo M.S.E.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Rauti, da sempre animatore dell&#8217;ala sociale, insieme con alcuni esponenti del partito come Giorgio Pisan\u00f2 e Tommaso Staiti di Cuddia, non accett\u00f2 questo cambiamento, interpretato come un \u00abdisconoscimento\u00bb del proprio passato. Il 3 marzo 1995 fond\u00f2 il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, rivelatasi negli anni successivi una presenza relativamente stabile all&#8217;interno del panorama politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Movimento Sociale Eurasia \u00e8, dal 2018, il nuovo &#8220;secondo nome&#8221; dello storico Movimento Sociale Europeo (European Social Movement, MSE &#8211; ESM) fondato nel 1950 da Ernesto De Marsanich (segretario e deputato del Movimento Sociale Italiano) e rifondato nel 2000 da Roberto Bigliardo (vice segretario ed eurodeputato della Fiamma Tricolore). Il MSE \u00e8 un movimento politico e culturale, militante, apartitico e transnazionale, tradizionalista e patriottico. Il MSE si ispira a Julius Evola ed Ezra Pound, raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 ideale di Junio Valerio Borghese, Pio Filippani Ronconi, Jean Thiriart e Jean Marie Le Pen, fondendola con le teorie geopolitiche eurasiatiche e multipolari del filosofo tradizionalista russo ortodosso Aleksandr Dugin.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"746\" height=\"473\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/M.S.I.-Green-Circle-Ridotto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-395\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/M.S.I.-Green-Circle-Ridotto.png 746w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/M.S.I.-Green-Circle-Ridotto-300x190.png 300w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/M.S.I.-Green-Circle-Ridotto-696x441.png 696w, https:\/\/movimento-sociale-eurasia.org\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/M.S.I.-Green-Circle-Ridotto-662x420.png 662w\" sizes=\"auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><figcaption>                                                               Simbolo dell&#8217;attuale Movimento Sociale Eurasia M.S.E.<\/figcaption><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Movimento Sociale Eurasia \u00e8, dal 2018, il nuovo &#8220;secondo nome&#8221; dello storico Movimento Sociale Europeo (European Social Movement, MSE &#8211; ESM) fondato nel 1950 da Ernesto De Marsanich (segretario e deputato del Movimento Sociale Italiano) e rifondato nel 2000 da Roberto Bigliardo (vice segretario ed eurodeputato della Fiamma Tricolore). 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